... A te che sei la miglior cosa che mi sia successa...

... Correrò veloce contro le valanghe, per poi regalarti la fiamma del vulcano......

lunedì 14 dicembre 2009

SPETTACOLARE!!!

Quando la musica fa passare tutto in secondo piano.

Credetemi: sono felice come un bambino il giorno di Natale (mi riferisco, ovviamente, ai bambini che ci credono).

EVVIVAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!

domenica 13 dicembre 2009

P.s.

Ed ora, dato che il Natale è alle porte, i maestri napoletani creeranno una nuova statuina da mettere nel presepio: il Cavaliere con il volto sanguinante.

In effetti, la Madonnina di Civitavecchia è passata di moda.

Gli hanno spaccato la faccia

In tutto questo, ho curiosato un po'.
Nel bene o nel male, purché se ne parli.

E così il nostro (sempre sia lodato) si è guadagnato anche le prime pagine dei quotidiani esteri.

El Mundo

Le Monde


The Times

per citarne alcuni.

C'è anche un piccolo trafiletto sulla pagina del New York Times

Povero Silvio

giovedì 10 dicembre 2009

Negligenza controllata

Il nostro è un sistema complesso (secondo una discreta definizione lasciata da Baricco in uno dei suo Barnum).

Questa mattina, al di là dei soliti rapporti fornitore/cliente, dei soliti ordini da evadere, siamo influenzati fortemente da uno stato di insofferenza incredibile.

Manca la voglia, mancano gli stimoli e saremmo ben disposti a mandare a rotoli piani e progetti che portiamo avanti da mesi.

Siamo qui a fidelizzare il cliente, ma nessuno fa qualcosa per garantirsi la nostra fiducia.
E intanto il tempo passa ed io ne ho piene le palle.
Sì, lo so: non si scrive "piene".

venerdì 4 dicembre 2009

501

Come i jeans che indosso in questo momento, o come il numero di post su questo blog.
Ho deciso di eliminare alcuni contatti dalla rubrica del telefono cellulare.
Spero di non rivedere quei numeri, per il resto della mia vita.
La domanda è: perché l'ho fatto solo oggi?
Eh. Non ci avevo pensato prima. Semplice.

mercoledì 25 novembre 2009

Leghorn

In-Leghorn... Nocturnal View in-HDR... #1

Nostalgia e malinconia, spesso, dipingono la mia immagine appoggiata ad un vetro.
Oltre quel vetro c'è la notte e l'unico elemento distinto, che consente di scorgere le ombre delle forme, è la fioca luce di una candela. Nera.

Pensavo a lei e a Livorno. Appoggiato ad un vetro.
Pensavo a quell'atmosfera invernale, che permea alcuni testi ed alcuni arrangiamenti di Vinicio.

Alla fine è solo silenzio, Modì.

lunedì 23 novembre 2009

Sopralluogo a Milano (due anni fa)

Rug: "Buongiorno! Bellina la vostra sala ced!"
Tennico: "Venga, le faccio vedere dove abbiamo posizionato gli apparati"
Rug: "Ok."

segue bla bla bla... e bla bla bla.

Tennico: "Ecco, qui c'è il vostro Cisco e qui il nostro switch"
Rug: "mmm"
Tennico: "C'è qualcosa che non va?"
Rug: "No, niente, guardavo il vostro switch"
Tennico: "Non le piace?"
Rug: "Mah. Quella marca ci ha dato problemi in passato e non l'abbiamo più adottata"
Tennico: "Ma no, funziona benissimo"

In questo momento stanno effettuando la terza sostituzione. In due anni. Non c'è male.
E fate male a non fidarvi, maremma maiala.
Soprattutto perché mi costringete a seguirvi e a rimanere in ufficio.

Estremo fastidio.

Il numero perfetto.

La settimana scorsa ho scoperto una cosa abominevole: la cover di "Con una rosa" di Vinicio Capossela, cantata da GiusysonoaffettadaipertrofiaadenoideacronicaFerreri.

Che fastidio.

E siamo a quota uno.

Sabato pomeriggio, per la prima volta, ho ascoltato la cover di "Creep", che porta la firma del Blasco.

Estremo fastidio.

E siamo a quota due.

Ieri sera, la mia "radio delle meraviglie" (cit.) ha passato "Paranoid", suonata e cantata dai Megadeth. A Mustaine!!! Ma vaffanculo, va'.

Tre.

Detesto le cover.
Soprattutto se fatte male.

giovedì 19 novembre 2009

Halloween

Della serie: se non son matti non li vogliamo.

Ho appena scoperto che un mio collega, a dieci anni, frustava le zucche con un cavo coassiale.

....................

martedì 17 novembre 2009

Sui miei pessimi rapporti con...

I signori della polizia postale di Parma mi stanno simpatici.
Almeno oggi.
Mai si sa.
Nella vita, intendo.

sabato 14 novembre 2009

Davvero incredibile

mercoledì 11 novembre 2009

Invia conferma di lettura?








Oggi sono arrivato al punto di rottura. Di palle, chiaramente.
Così, mi son messo a spulciare tra le varie opzioni del client di posta e... TADA'!

Rug: "Smannero, inviami una mail di prova, vah..."
S: "Ok."

E, come per miracolo, la mail si è aperta senza fare domande.
Sull'uso e sull'abuso delle missive elettroniche, si potrebbe disquisire fino a notte fonda.
Sulla loro importanza, invece, meno di cinque minuti.

Vorrei che fosse chiara una cosa: non sono obbligato a leggere le comunicazioni degli altri e soprattutto non sono obbligato a notificarne la lettura.

lunedì 9 novembre 2009

Non è più quello di una volta,

ma ha lasciato una grande impronta.
Sicuramente con canzoni come questa

Stanno uccidendo le favole,
stanno sparando alle nuvole.
L'odio però non può farci desistere...

domenica 8 novembre 2009

P.s.

In un negozio di strumenti che si trova a Roma, vietano di suonare il riff di "smoke on the water" per provare le chitarre...

Estrapolando

Mi soffermo, da qualche tempo, a pensare alla musica e a tutti i casi umani, che popolano il suo mondo (più o meno legittimamente).
Penso alla musica e questa è l'unica sequenza di lettere che riesco a produrre:
musica, tolleranza, gusto, scelta, testimonianza.

In realtà è piuttosto semplice.
Tutto parte da una risposta che non mi piace proprio:
"Ascolto un po' di tutto".

Forse le persone pensano che sia un modo per dimostrare la propria apertura.
Per me significa non aver gusto e non essere in grado di scegliere.
Voglio dire: posso farmi andare bene tutto?
Nella vita, intendo.
La risposta è semplice: no.
Poi, per carità, ognuno produca, scriva e ascolti musica in base alle proprie capacità, ma, per dire, non farei mai entrare in casa mia Marco Carta.

Ascolto "Absolute Classic Rock" e penso ai riff più famosi della storia.
(Vengono impiegati, a volte, in maniera del tutto impunita, ma chisseneincula. Ciò che importa è la testimonianza ed il lascito di una creazione che, imperitura, vivrà nei secoli e amen. Comunque.)

Per esempio...

Per modo di dire...

Vogliamo parlarne?

E "smoke on the water", per una volta, lasciamola in pace.

venerdì 6 novembre 2009

...

Non vedo l'ora di riabbracciarti, little soul...

giovedì 5 novembre 2009

A volte...

... vorrei cancellare molti dei post che ho scritto.
Soprattutto quelli che riguardano il mio lavoro.
Soprattutto quelli che riguardano cose che non esistono più.
Soprattutto quelli in cui il tono è fortemente alterato.
Soprattutto.

E poi mi chiedo: "Che cosa resterebbe di questo blog?"
Mah.

Forse è il caso di pensare ad altro.
Ai regali di Natale, per esempio.

martedì 3 novembre 2009

Omosessualità

"cosa ci vuoi fare?"

Così cantavano gli Elio e le Storie Tese.
In apparenza è una canzone "sfottò".
In realtà, credo sia proprio un altro brillante modo per denunciare un certo tipo di razzismo.

E niente.
Stasera, alla fine di una lauta cena, a tratti piacevole, mi son ritrovato a discutere di omosessualità e di eterosessualità.

E' vero che ognuno di noi ha le proprie idee, ma le parole, in un discorso, hanno SEMPRE e comunque un grosso peso.

"Dai, non può mica essere normale che due si inchiappettino".

Ecco. Lì non ci ho visto più.
Vedere qualcosa di diverso rispetto ad un canone, non vuol dire aver scoperto una diversità. E' semplicemente pregiudizio.
Io mi rifiuto di pensare che, nel terzo millennio, qualcuno continui a pensare a malattie, anormalità et similia.

Ci rendiamo conto di quello che diciamo?!
Dice: "E' un problema".
Un problema?
Cose dell'altro mondo.
E sì che l'uomo da uno è diventato due e che, secondo la tradizione (per altro religiosa), si è fatto uomo e donna, ma forse non tutti sanno che
1) il dualismo è una idea (dati i tempi che corrono) oltremodo oltrepassata
2) non sta scritto in alcun posto che l'uomo debba andare con la donna (o viceversa)

Mi si muove una obiezione: "La procreazione avviene attraverso l'accoppiamento di esseri di sesso opposto".
E anche lì... Va bene. Ammettiamo che sia così. Diciamo che vale per la maggioranza delle speci conosciute.
Ma.
Ti sei mai chiesto quale sia il valore della procreazione?
Hai mai pensato che, magari, un omosessuale (uomo o donna che sia) possa correre il rischio di vivere un disagio proprio per questo motivo e per tutta la vita?
Hai mai pensato che, al contrario, esistono persone che credono che l'amore non debba avere come unico fine quello di preservare la specie?

Ho le palle girate.
Qualcuno venga a dirmi che un gay è malato e gli tiro un nocchino in mezzo agli occhi.
Eccheccazzo!

lunedì 2 novembre 2009

Esausto

"Buone pappe anche a te".

...

E come no. Ho finito adesso di lavorare. L'orecchio fonde.
Le chiamano public relation, o salcazzo come.

Il discorso è troppo lungo, ma probabilmente lo affronterò più avanti, perché almeno due parole, a proposito dell'argomento, bisogna spenderle.

Dico solo MANNAGGIA SIP E IL SUO CAZZO DI SLOGAN.

Date retta a me: una telefonata non allunga la vita.

Buon viaggio

E' andata via.

Questa intervista, a mio avviso, è una delle prove della grandezza d'animo di un'anima salva. Sicuramente salva.

Addio, Alda.

lunedì 26 ottobre 2009

Pensa...

A.B. (che non sta per Alessandro Baricco) è ligure, ma non è per niente tirchio.
Grazie.

841010

Voglia 'd lavurà, saltam' adoss'...

Presunte colpe

Sabato notte, sulla via del ritorno, ho incontrato una persona che non vedevo da quasi due anni.
Il suo personaggio, l'anno scorso, è stato coinvolto in una maxi-inchiesta (all'italiana...), che ha quasi fatto saltare anche il mio posto di lavoro. Storiacce, bisogna dirlo.

Pensavo all'uomo ed alla sua presunta colpevolezza; il solo fatto di essere nato, a volte.
Oppure la sola colpa di portare con sé un nome importante, fin dalla nascita.

Mai ho provato stima per lui, in ambito lavorativo. Però son sempre stato colpito dal suo modo di guardare negli occhi la gente.
Son stato sempre colpito dal suo lato umano.
E quella è la sua salvezza e quella sarà la sua carta per scagionarsi, tutte le volte in cui verrà accusato di essere colpevole.

L'ho visto invecchiato e provato. Era stupito di vedermi, perché non sapeva che fine avessi fatto.
L'ultima telefonata andò più o meno in questo modo:

G.:"Ciao, Ruggero."
Rug:"Oh, buongiorno presidente."
G.:"Ho saputo che hai rassegnato le dimissioni. Sono molto dispiaciuto. Posso fare qualcosa?"
Rug:"Mah, guardi, penso proprio di no."
G.:"Ti richiamo al più presto, perché vorrei fare una chiacchierata vis-a-vis con te."
Rug:"Come vuole. Io son qui."

Tasto rosso e di lui non seppi più nulla.
Dopo qualche mese, la GdF si presentò a casa sua.
Provai a chiamarlo, dopo qualche tempo, ma non riuscii a trovarlo.

E poi il suo nome venne dimenticato.
Ora: tu puoi anche dimenticare il nome di una persona, ma non l'impronta lasciata dal suo sguardo.

G.:"Ruggero! Mi sorprende vederti qui! Son contento!"
Rug:"Eh, dottore, è stata una cosa improvvisata. Le varie contingenze han voluto che mi trasferissi ad Arezzo."
Rik:"Ormai è aretino."
Rug:"Grrrrrr"
G.:"Dai, qui si sta meglio che a Pisa, o no?"
Rug:"O no."

Due parole sugli spiacevoli trascorsi e poi una stretta di mano ed uno sguardo pieno di umanità.
E le malelingue vadano a farsi fottere.

Arrivederci, Preside'...

E' faticoso mettersi nei panni delle altre persone. Questa è la verità. Ed è sempre più facile puntare il dito, piuttosto che prendere le difese di un presunto colpevole, che poi colpevole non è.

sabato 24 ottobre 2009

Sì, ora e qui, nell'assottigliarsi della mia vita...
















Mi manchi...

venerdì 23 ottobre 2009

Ok...

... unix-based dei miei maroni... sei mio.
Tralaltramente non ho nemmeno spaccato tastiere o mouse.
Lunedì capirai che non devi fare incazzare il Signor Wolf.
Ora posso andare.
UATA'!

Via con questa.

Forza Cesare!

No, ma...

... ora passa.

Maledetto Thermal Manager di 'sto cazzo.

Distruggo un paio di tastiere e torno.

Voi cercate di passare un fine settimana quantomeno decente.

Cupertino... arrivo >:] UATA'!

...

Crisi pantoclastica in corso


BABABABARCELLONAAAAAAA

mercoledì 21 ottobre 2009

Compilation

E insomma.
Stavo cercando alcune canzoni da inserire in una compilation "ballabile".
Così, quasi per caso, mi sono imbattuto in uno dei tanti fenomeni degli anni '90...
Sì... i BSB...
Proprio loro...


ahahahahahahah

Giovane

Mi avvio verso l'uscita del ristorante.
Mi taglia la strada.
Mi arresto per evitare l'impatto.
Apro la porta e la faccio passare.

Ma cristosanto, dico io: ti costa tanto dire "Grazie"?

No, non ti prenderei a sberle. Infatti non l'ho fatto.
Prenderei a ceffoni i tuoi genitori.

E sì ch'è solo un esempio di una educazione non proprio buona.
A 'sti giovinotti tutto è dovuto.

Verso l'inverno

Cappuccino e sfoglia alla crema.

Arrivavo in ufficio poco prima delle sette del mattino.
Fuori dalla finestra (una mezzaluna comprensiva di inferriate, all'altezza del pavimento) galleggiava la più classica delle foschie cittadine.

Via Sacchi era pressoché deserta. Qualche anima intorpidita consumava la prima colazione nel bar di fronte; osservavo e nel frattempo preparavo la mia postazione, dopo aver sistemato i miei cenci (borsone, pastrano e 24 ore. La valigetta, non il quotidiano).

La stanza era già calda. Il 22 pollici (un bel crt della Compaq) era già acceso.
Sullo sfondo una foto e qualche parola estrapolata da una canzone.

Il traffico di Porta Nuova iniziava ad aumentare. Fortuna vuole che non sentissi la voce metallica, che annunciava i treni in partenza e in arrivo.
Solo acciaio, sbuffi e rumori delle motrici. Mi sembrava una cosa piuttosto romantica. Una situazione assimilabile alle faccende del vecchio far west. Carovane, bagagli, sogni come destinazioni e cose così.

Mi sedevo e controllavo gli aggiornamenti dei miei siti preferiti.
Happy tree friends, il forum di musica italiana, il sito ufficiale di Renato Zero.

Svolti tutti i riti, iniziavo a pensare e a viaggiare verso la Toscana.
E non sapevo come fare.
Il tempo, la ferrovia, i binari mi hanno insegnato il modo.
Un po' alla volta e attraverso qualche piccolo trauma.

Pensare solo ai binari, tuttavia, significa cadere nell'errore.
Il binario come unica strada, composto da traversine e rotaie. Sempre quelle.
E' una geometria infallibile, a ben vedere.
Equidistanza, luce (così è chiamata l'intercapedine tra i vari segmenti) e micrometriche e sensibilissime variazioni, comandate dalla temperatura. Tutto così, teorizzato all'infinito.

Tutto dritto. Tutto uguale. La strada è quella.
E non è facile pensare agli scambi. Eppure ci sono. E sono davvero tanti.
E poi, magari, ti ritrovi a realizzare che quegli stessi scambi li hai azionati tu, o un deviatore, oppure un automatismo supervisionato da un altro essere umano.

Lo scambio è il rapporto che lega un essere umano all'altro. Che sia acciaio o siano arterie, poco importa.
La strada non è mai la stessa. Il destino di una persona è al di fuori di circa 20000 km di linea terrestre o aerea.
Il binario è solo un ottimo punto di partenza.

Comunque.

Ora preferisco le autostrade.

lunedì 19 ottobre 2009

Scrivere un post con una lacrima

"Povero in danari
ricco in fondo al cuore
davo tutto il bene
davo un po' di me.
Ho speso parole
e invano questo amore
per chi come me
costretto a mendicare
ed in cambio ho avuto
tanto male..."

E sì che le cose sono cambiate, ma la paura c'è.
Sempre.

Prendete una moneta da 20 centesimi

Prendete una moneta da 20 centesimi

domenica 18 ottobre 2009

Incontri fortuiti (per fortuna)

E insomma.
Non ricordo bene come fosse nata la faccenda, secondo la quale avremmo potuto incontrare, a Venezia, l'altro nano.

Siamo arrivati a Venezia e, ad un certo punto, lo abbiamo incontrato.

Il sor Brunetta.
Che brutto affare.

Poi siamo andati a palazzo Guggenheim.

C'era, tra gli altri, Boccioni, con la sua scultura più famosa (quella che c'è sui venti centesimi italiani):

"Forme uniche della continuità nello spazio"

Seguiranno alcune foto, credo.

P.s.
Felice ancora per qualche ora.

venerdì 16 ottobre 2009

Dal lavoro al contrappasso

E come a li orbi non approda il sole,
così a l'ombre quivi, ond'io parlo ora,
luce del ciel di sé largir non vole;

ché a tutti un fil di ferro i cigli fóra
e cusce sì, come a sparvier selvaggio
si fa però che queto non dimora.

A me pareva, andando, fare oltraggio,
veggendo altrui, non essendo veduto:
per ch'io mi volsi al mio consiglio saggio.

Ben sapev'ei che volea dir lo muto;
e però non attese mia dimanda,
ma disse: "Parla, e sie breve e arguto".


Purg. XIII, 67-78

Lascio da parte l'ira e mi ritrovo a pensare alla pietà di Dante.
E mi faccio impietosire.

Al contrario di Dante, però, non ho bisogno di fare una passeggiata nel purgatorio per vedere le anime degli invidiosi.

Santa pazienza. Santissima.

mercoledì 14 ottobre 2009

Quando...

... sono un po' meno oscuro.
(Che poi chissà che cosa vorrà dire).
E insomma.
Son qui davanti ai miei fornelli. Preparo un risotto.
La stanza è vuota (a parte Sauron (il mio macbook) ed il sottoscritto).

Mi invadono e mi attraversano pensieri di una banalità pazzesca.
Vorrei scriverli, ma non ho il coraggio.
Immagino post chilometrici, molto articolati; immagino foto che non ho ed immagini che, in questo momento, son lontane.

Immagino lei qui, ora, a cecce.
Se n'è andata e ha lasciato il vuoto più grande.

Quando è qui, la casa sembra immensa e luminosa e piena.
Quando è qui, la casa è un'altra cosa.
Quando è qui, la vita è piena.

Che c'è una bella differenza tra essere e sembrare.
Il fiume di banalità pazzesche romperà gli argini in altro loco.
Torno al mio risotto, va'.

L'uomo/ter

Considerate il fatto:

s. m.
1 qualunque cosa accade, ogni azione che si compie o si è compiuta; avvenimento, evento, vicenda


consegnatelo nelle mani di un giornalista, il quale, per cause di forza maggiore, non era lì in quel momento.

Ascoltate la notizia:

s. f.
1 informazione, comunicazione, avviso che rende noto un fatto, un avvenimento, spec. se accaduto di recente


Ora, invece, navigate in questa cazzo di rete e leggete le sensazioni di chi ha avuto modo (purtroppo) di essere coinvolto in quel fatto.

Avrete un'impressione:

4 (fig.) effetto esercitato sull'animo o sui sensi da cose, persone o avvenimenti esterni

Infine, tirate le vostre conclusioni.

Direttamente dal fronte della protezione civile.

Lo so che tu, piccolo uomo, non stai leggendo queste parole.
Lo so che tu, piccola donna, stai ascoltando le parole di Fede o stai leggendo quel giornale, sul quale fu scritto che una ragazza era stata lasciata morire.

Ma io qui scrivo e, se disgraziatamente dovessi passare, bè, avrai modo di farti un'idea.

martedì 13 ottobre 2009

3000

Bello. Tremila visite.
Ecco.

lunedì 12 ottobre 2009

irrequietudine

The Last Moon...

Si può sapere che cosa stavi combinando?

Niente di particolare. Stavo cercando la luna.

Eri partito come un folle, scendendo le scale come un gatto. Dovresti star più attento all'osso del collo. Potresti rompertelo.

Eh. Ti piacerebbe, vero?

...

Dai, su. Non ho tempo per te, oggi. Ti ho detto che stavo cercando la luna. In realtà la sto ancora cercando.

Nomade, tu sei tutto suonato. Sai benissimo che la luna sorgerà più tardi.

Sì, lo so. Ma non ho tempo. La vorrei qui. Ora. Non mi bastano le foto.

Stai tranquillo, che prima o poi ci arriverai sulla luna.

Sì, a patto che tu mi ci lasci andare.

Sei tu che scrivi cose strane, non io. Per me le cose son piuttosto semplici...

Forse hai ragione, almeno questa volta.

Impara la pazienza. Io, come ben sai, son sempre qui.

Lo so, lo so...

Il nomade italico è lì e pensa...

L'ira di Dio

Mai vista una cosa del genere nell'aretino.

Abbiamo collezionato qualche centinaio di litri d'acqua.

Nei nostri uffici, però.

domenica 11 ottobre 2009

Povero Silvio

venerdì 9 ottobre 2009

Cose da informatici e altro

Scrivo "meta" nel titolo del post precedente e... TAC! Arriva il bot di google a farmi visita.
E' una cosa da informatici ed è di scarsa rilevanza.

L'altro, invece.

Ci sono personaggi (come ho scritto altre volte) che ne sanno più di me.
E allora, a questi personaggi, chiedo:

ma se non vi mettete a ridere, ad esempio quando Travaglio fa il simpatico, che cosa fate?

Triste è la faccenda...

Meta-pausa

Lo so, sono in pausa, ma ai 2:36 non ho saputo resistere.

Forse mi sbaglio, ma persino Castelli era allibito.

Questo il mio commento:

"2:36 probabilmente, nei minuti precedenti, ha parlato qualcun altro. E, sempre probabilmente (o come al solito), chi non sostiene il pdl, si trova nella schiera di coloro che fraintendono.
Avanti, che andiamo bene così.
P.s. cari contubernali, non augurategli la morte (anche se non è reato). Non è fine e non è d'uopo porsi al suo stesso livello, per tentare di risollevare le sorti di questo paese, ch'è ormai un circo ambulante.
Cordialità."

Pax et bonum.

mercoledì 7 ottobre 2009

brutto segno

A pranzo.

MG: "Rug, sei bianchissimo. Che t'è successo?"
Rug: "Si vede così tanto?"

Vado a dormire. Il blog seguirà il padrone.
Ho bisogno e voglia di chiacchierare. Vis-a-vis. Con lei.
Che sta per arrivare.

Avete presente i bimbi al luna-park?
Avete presente quando gli mettete tra le mani una montagna di zucchero filato e poi lo portate sulla sua giostra preferita e poi gli comprate anche un bel paninazzo onto e poi gli fate fare un altro giro e poi lo portate a casa e "Sì, domani ci torniamo"?

Ecco. Elevate all'ennesima potenza.

Buonanotte ai miei 2,7 lettori.
Vado a cospargermi la faccia con tre chili di fondotinta.

Domande a bruciapelo

(io rischierei di andare veramente a fuoco, ma questo è un altro discorso)

Stamattina sono entrato nel bar con l'occhio vitreo(*). Sì: uno solo, perché l'altro era vigile ed era in cerca della sfoglia alla crema.

Rug: "Buongiornoyaaaaawnnnnnnn"
Gabrio e Giulia: "Buongiorno :D :) :D"
Rug: .oO(mmm...)
Gabrio: "Oh, Ruggero, chi sono questi che suonano?"
Rug: "Scusa, mi son appena svegliato. Dammi un secondo..."

L'occhio vitreo era ancora vitreo.
Do un morso alla sfoglia. Guardo Gabrio e mi sembra che tutti siano in attesa di una risposta.
Che ansia.

Gabrio: "Via, un lo sai nemmen te".

ERRORE. GRAVISSIMO ERRORE.

Do un altro morso alla sfoglia. Intanto l'attenzione degli avventori si sposta su altro.

Rug: "Sono i Muse. yaaaaaawnnnnnnnnnnnnn"
Gabrio: "E' vero!"

E non venite a dirmi che il timbro di voce di Bellamy è così riconoscibile. Bè, chiaramente i fan lo riconoscerebbero tra mille altri timbri.

YYYYYYYYAAAAAAAAAAAAAAAAAAWWWWWWWWWWWWWWWWWWWWNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNN

Buonanotte.

(*) Ero io ad avere l'occhio vitreo, non il bar.

lunedì 5 ottobre 2009

Fran!

E' proprio vero che, a chiedersi certe cose, si rischia di "uscire pazzi".
Così passi un po' di tempo (variabile, ché comunque non siamo tutti uguali) a chiederti: perché? Ma come sarebbe stato se...?
Che cosa ho fatto di male? O peggio: che cosa non ho fatto?

E passi giorni interi a scavare (in realtà non scavi proprio un cazzo...) a supporre, ad indagare, a teorizzare.
E solo alla fine ti accorgi che non serve proprio ad una beneamata minchia.

E' solo che la fine, insomma, non arriva per tutti proprio con lo stesso tempismo.
Però vorrei che mi ascoltasse almeno un po'.
Perché gli voglio bene ed è il mio conterroneo preferito.

Forza, cazzaro!
Ti abbraccio.

domenica 4 ottobre 2009

the softly spoken magic spells

- Pronto?

- Sei sveglio?

- Ciao, piccoletta. Sono appena tornato dalle prove. Sono sveglio sì!

- Uh! Com'è andata?

- Bene. Abbiamo deciso che suoneremo lunedì, mercoledì e venerdì. Abbiamo anche i coristi, pensa un po'!

- Che bello, piccolo Rug!

- Sì, ma la cosa più bella è che stasera... indovina un po' chi c'era?

- Oddio. Paura...

- No, no. C'era Gilmour. E allora mi son permesso di prendere in mano "Breathe" e di modificarne parte della melodia, così, per capire se potesse garbargli la faccenda.

- Uhm. Lo sai che a me non piacciono le cose filologicamente non corrette...

- Sì, lo so, ma ti assicuro che ci stava bene. E poi anche lui era soddisfatto!

- Uhm...

- Vabbè, ok... In realtà era una cosa che aveva scritto lui e che non aveva mai avuto il coraggio di tirare fuori ed io la conoscevo già. Solo che lui è un po' timido. E poi, in tempi non sospetti, mi disse che aveva bisogno di un gruppo coi controcazzi per provarla.

- Ah, che bello!

- Tutti contenti!

E poi mi sono svegliato, pensando che sarebbe stato bello avere ancora un gruppo e come ospite d'eccezione David Gilmour.
... e che sarebbe stato bello raccontarlo proprio a te. Raccontartelo davvero.

Via, reprise...

Home, home again
I like to be here when I can
and when I come home cold and tired
it's good to warm my bones beside the fire
far away across the fields
the tolling of the iron bell
calls the faithful to their knees
to hear the softly spoken magic spells

sabato 3 ottobre 2009

Ricordati di santificare le feste

La chiesa del paese di Olmo risale alla fine degli anni sessanta, fino al 1995 è appartenuta al movimento dei francescani e successivamente è stata ceduta alla curia vescovile. Ultimo frate francescano a guidare la parrocchia è stato "padre Graziano" ( Sante Conti ). Negli ultimi anni, inoltre, vi sono state eseguite varie opere di ristrutturazione ed ampliamento tra le quali la costruzione del campanile di cui la chiesa stessa era sprovvista.

Che culo.
E insomma: 'sti fetenti stanno allegramente scampanando più o meno dall'ora dei vespri.

Io mi chiedo: che cosa ci sarà da festeggiare?

No, dico: vi sembra il momento di festeggiare?
Oh PRETI!!! Li leggete i giornali? E i blog? E sapete che, magari, c'è gente che lavora al sabato e, sempre magari, ha una dannata voglia di dormire?

No. A quanto pare non lo sapete. E voi "taca banda", con 'ste cazzo di campane.
E domattina? Pure. Ad ogni messa, le campane a festa.

Ho sempre detestato le campane.
E prima son partite mentre ascoltavo i Pink Floyd.
Mi girano. Mi girano di brutto.

***************************************************************

Si aggiunga...

Mi si fa giustamente notare:

"attento che le campane nei Pink Floyd ci sono più di qualche volta"

Io rispondo:

"nei" non "sui"

Ecco. prrr

Mah

La luce dello specchio, che ho nel bagno, fa strani scherzi: sul pizzetto, ultimamente, ci sono riflessi grigi e bianchi.

mumble mumble

EUREKA! Chiamerò l'elettricista :)

No, eh? :(

venerdì 2 ottobre 2009

Un ringraziamento









A volte il silenzio lascia di stucco.
E' altresì vero che, a volte, si rende necessario.

Persino i grandi personaggi politici hanno fatto a meno di parlare, quando invece, ancora in vita, avrebbero avuto tanto da dire; quando, forse, le loro parole sarebbero state illuminanti e forse decisive (e non mi riferisco, certamente, ai personaggi di oggi...).

Ma si sa: non sempre ci viene concesso il beneficio di poter ascoltare e apprezzare il pensiero delle altre persone.
Per un sacco di motivi, tra i quali risiedono anche quelli personali. E va davvero bene così.

Poche righe, attraverso le quali vorrei ringraziare lo scorfano, per avermi offerto alcuni spunti, in maniera intelligente, durante gli ultimi mesi. Mesi nei quali, come ho scritto qualche tempo fa, ho ripreso in mano le "notizie dal mondo" (ed in particolare quelle provenienti dal belpaese).

Ma vorrei ringraziarlo soprattutto per i suoi post sulla scuola, per le sue noterelle dantesche e per la cura che ha dimostrato nei confronti di alcune personcine, che hanno avuto modo (e piacere, ne son sicuro) di interloquire con lui.
E, dulcis in fundo, per questi articoli (tra le pièce internautiche più belle che abbia mai letto):

che può sempre non servire

e

era il verbo in principio

Mi mancherà, quel pesciaccio brutto e spinoso.

Rug.

Un tunisino ed un italiano.

No. Non è una barzelletta.

Che cosa ci fanno un tunisino ed un italiano intorno al كباب in piazza Guido Monaco?

Semplice: lo mangiano.

giovedì 1 ottobre 2009

Tensione (elettrica)

Rug: "Sauro, spegni quella luce!"
Sauro: "Sei diventato ecologista?"
Rug: "No! Son diventato nervoso!"

Ricerche su google/ter

youtubecerco canzone se ti svegli un po delusa anni 80

Ieri sera, tra una risata e l'altra (e tra l'ascolto della Lauper e di Giacobbe (vabbè)), ho pensato un po' a quella frase.

Ci ho pensato perché, a parte tutto, denota mancanza di cura e di attenzione.
Un po' mi fa incazzare, diciamocelo.
E quindi son partito con una serie assurda di speculazioni, che, in quanto tali, non hanno alcun intento applicativo. Ma tant'è.

Pensavo: "Ah! Se le virgole potessero parlare!" "Ah! Quell'apocope assente!"
"Ah! Come e quanto stiamo imbastardendo il linguaggio scritto!" "Ah? Da quando gli '80 sono emo?" "Ah! Svegliarsi delusi... tipo anni '80?"

E pensavo: è evidente che i tempi stiano cambiando. Non tanto il mondo, ma proprio i tempi. L'uomo ne fa, sempre più, una questione di velocità.

Già. Perché, in buona sostanza, è tutto abbastanza subordinato alla fretta.
Cerco qualcosa? Ho google e youtube, per esempio. (Almeno in ambito internautico)

E sarei anche andato avanti, sennonché mi è stato (gentilmente) fatto notare che, forse, non è stato cercato correttamente il target: "se ti svegli un po' delusa". (Primo verso della canzone di Sandro Giacobbe.)

Insomma, in men che non si dica, i miei castelli di sabbia sono crollati.
Grazie, amore mio... prrr

Questa vicenda, tuttavia, qualcosa di buono ce l'ha.

"Opinioni", diceva quello.

Cose così.

mercoledì 30 settembre 2009

Ricerche su google/bis

... oppure ti riferivi alla canzone (in realtà non ancora targata anni '80) di Sandro Giacobbe:

Mi va che ci sei

Ecco.

Ricerche su google

Io non capisco come abbia fatto ad arrivare fino a qui, con la seguente chiave di ricerca:

Sep/30/2009 21:07:01 - http://thedarknomad.blogspot.com
Referrer: youtubecerco canzone se ti svegli un po delusa anni 80 (Google)

Epperò 'stavolta ce l'ho. Ce l'ho davvero!

Cara utente, se dovessi ripassare da queste parti, ecco la canzone che fa per te!

Time after time - Cindy Lauper

Per una volta mi rendo utile!

UATA'!

ahahahahahahahahahahahahahah

Tra un intervento e l'altro

Metti una giornata passata a rincorrere tecnici di vario genere, età, livello.
Metti una giornata piena di sole.
Metti anche che è il 30 settembre (auguri, papì).
Metti che sei esausto, perché oggi è davvero tutto guasto.

Metti, poi, che inizi a chattare con un cliente e che questo cliente (impunito che non è altro) ti scriva una frase di questo tipo:

[19:07:21] Malco:
il mondo sta cambiando


Era da una vita che non sentivo pronunciare quella frase.
L'ultima volta l'avrò sentita in un film. Mi piace pensare ad uno degli ultimi del buon vecchio Clint.

Sono abbastanza stupito. Voglio dire: è una frase forte.
E lo dico perché il cambiamento è sempre qualcosa di importante, di forte, per l'appunto.
Non tanto per ciò che ti può (o potrebbe) portare, quanto per il fatto d'essere un movimento considerevole.
Il cambiamento, in sé, è qualcosa di grande.

E lui, maledetto, viene a scrivermi "il mondo sta cambiando". Così, senza pensarci su troppo.
Io gli rispondo che no, non può scrivermi una cosa del genere proprio adesso.

E lui, tranquillo, mi dice:

"sapevo di scrivere una cosa forte"

Il mondo sta cambiando.

Pensa tu.

A casa di Lucia

Sì, lo so: sono un rompipalle D.O.C.G.

ahahahahahahahahahahahahahahahah

martedì 29 settembre 2009

Rovereto 26.09.2009

Pensavo .oO(Ma quante cose, veramente brutte, ho letto oggi?!)

Meglio, davvero, pensare alla musica e a quell'omino buffo, un po' filosofo, un po' timido ed un poco saggio, che sabato scorso ci ha incantati e ci ha fatto trascorrere una serata un po' fuori dal tempo. Tra serio e faceto, tra risate e pensieri più o meno leggeri.

Grazie, Niccolò.

Niccolò Fabi - Lasciarsi un giorno a Roma

Solo un uomo

L'uomo/bis

Eravamo rimasti qui.

Ho un ulteriore aggiornamento.

Intanto, i giovani di destra continuino pure a ridere e ad applaudire, sicuri del miracolo italiano.

Ma vaffanculo.

"Mi vergogno di appartenere a questa coalizione!"



"[...]La responsabilità della morte della cultura italiana è dentro quest'aula[...]"

Aggiungete voi le parole.
Io, davvero, non ne ho più.

"quel che dice è un campanello d'allarme, ovvero: se addirittura un personaggio del genere è in grado di percepire il degrado, a quale livello è il degrado reale?" (cit.)

E questa mi sembra una domanda intelligente, perché, davvero, nemmeno io so a quale livello sia il degrado reale.
Non riesco a dare una risposta.

E quasi non mi sento nemmeno di scrivere "per fortuna c'è la musica"...

Ciao, Italia. Me ne vado in Sicilia.

(Italia era la zia del mio padrino. Si sa mai.)

*****************************************************************

In aggiunta.

Sì, anche io mi vergognerei.

Di brutto, anche.

Ok. Per oggi può bastare, ché già il sangue m'è andato tutto al cervello...

lunedì 28 settembre 2009

The waste land 2

Giochi di mano giochi da villano

Una mano lava l'altra e tutte e due lavano il viso.

In una parola: cooperazione. Qui dentro, però, la mano destra non sa quello che fa la sinistra.

E non dico dove dovrebbero mettersele. Le mani, intendo.
Che poi tocca sempre a me sistemare tutto.

argh

Articolo 16











Chissà che patente ci vuole per condurre i cani (cit.)

Io, invece, ho pensato alle sostanze stupefacenti.


giovedì 24 settembre 2009

Il chiacchierone

Olmo (amena e ridente località della provincia aretina, n.d.r.), lì 24.09.2009

Era da un po' che non "pontificavo".
Così, oggi, il centro commerciale dei pini si è trasformato nel mio personalissimo Speakers' corner di Hyde Park.

Sono stati trenta minuti intensi.
Trenta minuti, durante i quali ho parlato di destra, di sinistra, di informazione, di Berlusconi (sempre sia lodato) di lavoro, di quella minchiona brutta vecchia troia e puzzolente della crisi, di come vede un quasi trentenne la sua Italia, di che cosa ho scoperto girando per il bel paese e, dulcis in fundo, del mio amore viscerale per i dialetti italiani (gnorsì).

Trenta minuti intensi ed una discreta platea a seguirmi: l'onto (leggi: colui il quale, in altri loci, magari non proprio amoeni, viene chiamato "il porco"), il suo figliolo, due formiche e qualche vespa.

E insomma.

Io guardavo, perlopiù, il ragazzo.
Non so esattamente perché. Forse sì: cercavo di capire. Cercavo di capire che cosa potessero cogliere, nelle mie parole, gli occhi di un giovane ventitreenne, che sta a contatto con qualunque genere di persona. Qualunque genere di persona che, preda della fame, abbia voglia di sfamarsi proprio lì. Dall'onto, dico, e non al bar che si trova a due passi dal furgoncino.
E lui, per le mani, ne ha davvero di tutti i tipi: banchieri, impiegati, discotecari, barboni, commessi, commessi viaggiatori, viaggiatori, nomadi........
Lui "serve" persone di qualunque sesso, età, ceto sociale. Gente che gli chiede "Due etti di prosciutto crudo" o "Quarche fetta de presciutto". Così. Solo quello. Nessun'altra chiacchiera. A detta sua. Eppure ha davanti il popolo italiano. Una piccola rappresentanza, certo, ma comunque variegata.

Cercavo di capire e mi chiedevo se si rendesse conto della nostra situazione.
Dei ruoli che quelle persone, tutti i giorni, rivestono. Del bene o del male che fanno.

Ad un certo punto (era quasi terminato il mio sproloquio) mi ha detto: "Cavolo, se è vero che l'informazione è parallela, che non ce la fanno vedere, insomma, è come se vivessimo in un'altra realtà. Come in Matriz!"

E per lui Matrix è Matriz, però ha colto quello che volevo dire.
Volevo dire che di chiacchieroni come me ce ne sono tanti; questi chiacchieroni parlano e scrivono meglio di me e propongono cose mediamente sensate, ma, si sa, non è soltanto (forse non è affatto) attraverso la televisione che si possono scoprire.

E allora gli ho parlato dello scorfano, di "piovono rane", di Travaglio, di Beppe Grillo e anche di Lucia.
Gli ho raccontato dei blog e della forza che possono avere le parole e che no, non siamo tutti dei minchioni assuefatti al tiggì o a quello che ci vogliono dire i canonici ed ormai vetusti mezzi di comunicazione (vabbè, la internet è nata nella seconda metà del secolo scorso, in verità...)

E lui mi guardava. Mi guardava ed i suoi occhi brillavano. Perché forse, e sottolineo forse, son riuscito a passargli quella luce. Quel briciolo di speranza del quale ho scritto qualche giorno fa, sotto a "Il guardiano di cani".

Già. Perché, come trascrive giustamente lo scorfano:

E lei: «Perché la televisione dice bugie, si inventa le cose». «E quali bugie si inventa, per esempio?», le chiedo ancora io. E lei: «La televisione dice bugie su di noi, sui ragazzi come noi. Dice che siamo tutti stupidi, che passiamo il tempo a cazzeggiare su facebook, che facciamo i festini con la droga, che facciamo sesso nei bagni delle scuole… Tutte bugie».

non è che siamo proprio tutti dei caproni e non siamo come spesso ci dipingono.

Del resto, anche io credo che la nuova leva possa darci una mano a far risorgere questo cazzo di paese. E credo ancora, perché li conosco, in giovani quarantenni che sanno esercitare il proprio mestiere di genitore e che possono allevare e crescere cum grano salis (cit. :P) i propri figli.

Scritto questo.

Domani andrò a Pisa per chiudere definitivamente la faccenda.
Ho pensato: "Va là, chiamo la morte e gli dico che passerò a salutarlo".

La morte: "Hello!"
Rug: "Belloccio, com'è?"
La morte: "Chi non muore si risente!"
Rug: "E se lo dici tu, sarà così"
La morte: "Posso richiamarti tra dieci minuti?"
Rug: "Dio bono, son qui!"
La morte: "Ok, a dopo. E ISCRIVITI A QUESTO CAZZO DI FACEBOOK, CA'ATA!"

Ecco. Il mio caro amico quarantenne.
Ecco.
E poi mi chiedono perché non scrivo o perché non chiacchiero o perché, quando viene intavolato un dicorso serio, abbozzo sempre e penso ad altro...

...

Tu lo chiami solo un vecchio sporco imbroglio

Eh. Confusione.

Vorrei scrivere tante cose.
Partirò dalla più stupida.

Da qualche tempo, molti arrivano sul mio blog cercando "affari regolamentari".
Vienmi da ridere.
Ora: se non lavorate in ambito tlc, sappiate che gli "affari regolamentari" sono un vero bordello.
E insomma: quelli che cercano "affari regolamentari" su google e approdano qui, forse credono, pensano, sperano di poter trovare delucidazioni, suggerimenti et similia...
Niente di tutto questo. Solo lamentele del sottoscritto.
Le conoscenze sono comunque in vendita. Non fatevi troppi scrupoli: contattatemi.

Ecco. Scrivo questo perché forse (forse) riuscirò, nel giro di pochi giorni, a sbolognare a qualcun altro la gestione di questa onerosa faccenda.

Niente più raccomandate, tavoli tecnici, tavoli commerciali, sedie, tappeti, etc.
E questa è la prima parte del groviglio.

Pausa

mercoledì 23 settembre 2009

How I wish, how I wish you were here

Già...

martedì 22 settembre 2009

Oggi è bene

Respirare

Pensa tu...

Ho controllato le visite di oggi e ho notato che qualcuno è approdato qui.

Alcuni discorsi, alcune pseudo-riflessioni, mi sembrano lontane.
Eppure son vicine, ché l'eco delle grida, quelle grida che reclamano libertà, è sempre presente.

E mi rendo conto, oggi, di essere ancora qui; e invece vorrei volare e portarmi fuori da questa società e da questa aridità.

Ce la possiamo fare.

lunedì 21 settembre 2009

Non cicli, ma capitoli. Chiusi.

Alcuni utilizzano l'espressione "E' un ciclo che si chiude".
E' una espressione che, tutto sommato, non mi piace.
La ciclicità degli eventi è una sorta di trappola.
Molto spesso, fine ed inizio coincidono. Lo stesso inizio. La stessa fine.
Tutto può ritornare, esattamente identico a se stesso e, in questo caso, non è proprio quello che desidero.

Questa mattina mi è arrivata una lettera; è arrivata dalla mia ex-banca. (nemmeno di fiducia, tra le altre cose)

Finalmente non ho più alcun vincolo. Nessun fottutissimo vincolo.
Pensavo (perché "penso per bene" e dunque sono un po' ingenuo) che il 19 marzo di quest'anno un capitolo fosse stato definitivamente chiuso. Non era chiuso.
Almeno non fino ad oggi.

Sei mesi fa mi accolsero gli amici, sei mesi fa mi accolse lei.
Oggi sono un po' più libero e un po' più nomade di ieri.

And the earth becomes my throne
I adapt to the unknown
Under wandering stars I've grown
By myself but not alone
I ask no one

domenica 20 settembre 2009

Il guardiano di cani

Nel 1993 (leggi: un anno prima che qualcuno decidesse di scendere in campo per noi) veniva pubblicato "Viaggio senza vento", un concept album dei Timoria.

Senza entrare troppo nel dettaglio: l'album intero gravita attorno ad una figura immaginaria; la figura di Joe.

La quinta traccia (che, proprio tra parentesi, adoro) è intitolata come l'oggetto del mio post.

Dal 1994 in poi, l'ho cantata sempre e solo pensando al nostro attuale guardiano.
Qualcuno lo chiama "PresConsMin", qualcuno "bellachioma", qualcun altro "nano malefico", alcuni lo chiamano "testa d'asfalto", altri ancora "psico-nano".

Per quanto mi riguarda, Joe (e cioè il popolo italiano) è finito nelle mani di quel guardiano di cani.

Dovreste ascoltare tutto l'album, per capire che, in fondo, nutro qualche speranza.

Ecco a voi la canzone

sabato 19 settembre 2009

Un condominio tranquillo

Oggi pomeriggio, dopo il caffè, son sceso a fumare la mia solita sigaretta.
Oggi pomeriggio, come ho fatto per vent'anni (credo), mi son fermato a guardare le porte degli altri appartamenti.

I miei (non ricordo nemmeno fino a quando) abitavano al primo piano.
Ora, nel nostro vecchio appartamento, c'è una famiglia di marocchini.

Un giorno (e son sicuro al cento percento) sentii le urla di un capretto provenire dalla mia vecchia cucina.

Al secondo piano, c'è un bel cratere su una delle due porte.
Saran passati più di dieci anni: Big Jim tornò a casa con moglie e figlia, mentre quello sciamannato di suo figlio era già stecchito a letto, con gli auricolari alle orecchie.
L'intero condominio si svegliò. La porta ne sa qualcosa.

Al terzo piano c'è una vedova (che tutti chiamano "la vedova") e c'è la mia famiglia.
Ogni tanto, per le scale, si sentono parole pugliesi che volano senza controllo.
Dalla regia mi dicono che non è la vedova.

Al quarto c'è la comare, che non ha più figli con sé.
Il babbione è andato via l'anno scorso.

Al quinto ci sono "piciomollo" e due fratelli che, praticamente, son cresciuti insieme a me.
Ci sarebbe anche il sottotetto, ch'è la cosa più interessante: lì si son verificati fatti che non si possono narrare.

Ci pensavo ieri, mentre tornavo a Novara. (non solo al sottotetto)
Forse è stata la prima nebbia settembrina, che in autostrada mi ha fatto immalinconire.

Ci sono tante cose in quel condominio tranquillo. Tranne lei.
Purtroppo o per fortuna, dice quello.

giovedì 17 settembre 2009

FIGLI DI PUTTANA!

!!!!!!!

No. No e no.
No.

martedì 15 settembre 2009

Ecco.

Anche "blogger" ha aggiornato la mia età.
E auguri di nuovo.
Mentre attendo il regalo più grande...
:)

Tanti auguri, Nomade

Come da oggetto.
Un altro anno è andato.

lunedì 14 settembre 2009

Di una novella della scuola Zen

Sottotitolo: ... e di come il buon Rug ne perdette la morale.

Un giorno Riccardo mi raccontò una storiella.

Per questioni pratiche, cambierò ambientazione ed animali. Tranne l'uomo.

Un uomo passeggia in un bosco.
Ad un tratto ode un rumore.
Si guarda intorno e si muove con cautela.
Passano pochi secondi e si accorge di avere, dietro di sé, un orso.
In preda al panico, inizia a correre, per cercare una via di salvezza.
L'orso lo insegue.
Dopo un centinaio di metri, lo sventurato, si ritrova davanti ad un dirupo.
L'orso è a pochi passi da lui.
E' una questione di vita o di morte. Forse solo di morte.
Schiantarsi al suolo o morire sbranato?
L'uomo salta.
Il caso vuole che riesca ad aggrapparsi ad un ramo.
Uno di quei provvidenziali rami che spuntano tra le rocce.
Il ramo in questione, tuttavia, inizia a cedere.
L'orso lo guarda dall'alto.
L'uomo è sempre più in preda al panico.
Guarda in alto: c'è l'orso.
Guarda verso il basso: due orsi.
Sembra quasi che lo aspettino, per far scempio del suo cadavere.
Il ramo continua a scricchiolare.
L'uomo si trova, ancora una volta, di fronte ad una scelta.
Lasciarsi andare o tentare di risalire?
Si guarda intorno e vede una piccola fragola.
Una timida fragolina di bosco che, chissà per quale strano gioco del destino, spunta, come il ramo, tra le rocce.
L'uomo prende la fragola e la mangia.
"Com'è buona questa fragola".


Carpe diem. E' immediato.
Guardai Riccardo e, dopo pochi secondi, pensai:

"Cazzo! A me le fragole non piacciono nemmeno...".

E questo è stato il mio subitaneo ritorno all'occidente.

Vivi il presente, dice quello.

Abnormally attracted to sin

Vorrei spendere un paio di parole a proposito dell'ultimo lavoro di Tori Amos.
Lascerò, tuttavia, parlare due recensioni

Pro e contro

e un video

Tori Amos - Give

Non sono abituato a scrivere recensioni. Non è proprio il mio forte.
Ma una cosa vorrei dirla: non sopporto chi valuta gli album di un artista (o presunto tale), quasi esclusivamente in base alle opere del passato.

Ascoltiamo, santa pace. Questa è la libertà del fruitore dell'opera. L'ascolto.
Potrà piacerci o meno. Ma a che pro pontificare?
Bah.

(dal canto mio, ad esempio, dovrei massacrare i Metallica... Non lo faccio, ma non perché siano i Metallica. Forse c'è quel qualcosa in più, che il critico "rompicoglioni" non riesce proprio ad afferrare... o non vuole afferrare...)

domenica 13 settembre 2009

incredibilia

... pensare che sarò disteso sul letto, ancora un po' incredulo,
ad ascoltare questo capolavoro, pensando a come, quasi per caso, mi sia passato tra le mani proprio oggi...

Non solo sono cose incredibili, ma anche piccole metafore.
Fanno sorridere. Fanno versare qualche lacrima.

sabato 12 settembre 2009

Anche se...

... la versione del primo maggio è più attuale.

Meglio farsi due risate...

... con gli Elio e le Storie Tese...

Geniali. Punto.
E, tra l'altro, esecuzione perfetta.

venerdì 11 settembre 2009

L'uomo

Ovvero: di che cosa nutrirsi (anche).

Sapevo che non avrei scritto oggi.
Infatti è quello che sto facendo.
Famo a capisse.

(Eventuali aggiornamenti verranno aggiunti in questo intervento):

#secrets

# secrets 2

Daje Favè!!!

giovedì 10 settembre 2009

Sottotitolo

Qui non c'è trippa per gatti

11 settembre 2009

Sì, siamo ancora al 10, ma già so che domani non avrò voglia di scrivere.
Lo so perché lo so. (cit.)

Ma questo non c'entra un cazzo con quello che vorrei scrivere. Forse.

Sono molto pigro, quando si tratta di scrivere post che, per certi aspetti, necessitano (in qualche modo e misura) del corredo di link, fonti et similia.
Non mi interessa. Chi sceglie di leggere le mie parole, ormai, dovrebbe aver capito che son pensieri da quattro soldi e dovrebbe aver capito che "ok, mi documento da me. 'tacci de dark nomad".

Ai miei due lettori e mezzo chiedo una cosa: spulciate tra i commenti. Troverete alcuni nickname appartenenti a persone che son molto seguite in rete.

Leggete ciò che scrivono. Da uno passate all'altro. Confrontate i post che si occupano di tematiche identiche.

Il quadro che ne verrà fuori sarà davvero variopinto.
Stile, forma, contenuti.
Bello. Mi piace.

Qualcosa traspare sempre, sebbene spesso si senta affermare: "questa è internet, la vita vera sta là fuori, questo non sono io e bla bla bla".

Ok, ok. Provate a farlo, per cortesia.
Grazie.

Dicevo.

8 anni fa ho deciso di spegnere per sempre il televisore.
8 anni fa ho deciso di sbattere la porta in faccia alle notizie provenienti dal mondo.
E non al mondo, come qualcuno si ostina a ripetermi (facendomi anche incazzare, tra le altre cose).

8 anni fa son spariti tutti: Fede, Vespa, Giordano, Liguori, Sposini, Gruber, Berlusconi, Veltroni et alii (eh: mi piacerebbe continuare l'elenco, ma son davvero troppi).

8 anni fa ho deciso questo
Pochi mesi fa, ho proprio venduto il televisore. Ma.
Non è che non sappia proprio un cazzo di quello che accade nel mondo, intendiamoci.
Forse con meno precisione, sicuramente con minor eleganza (in apparenza), a volte con più enfasi, le varie notizie mi son state riportate dalle persone che ho intorno.

Poi, per un caso (non)fortuito della vita, pochi mesi fa mi son ritrovato a leggere blog su blog, che contenevano (e contengono tuttora), centinaia e centinaia di link, fatti o "facts" e stralci di articoli e così via.
E così, ma sempre con un certo distacco, è come se avessi ripreso in mano giornali etc.

E sono tutti bravi questi blogger, diciamoci la verità.
Quello di destra e quello di sinistra.
Quello più sanguigno e quello più posato.
Ma c'è un piccolo problema.
In fondo ad ogni post, in fondo ad ogni commento, in fondo a TUTTE (nessuna esclusa) le giornate virtuali, in fondo a tutto questo c'è sempre un punto. Punto. Punto.

A me piace sognare. Credo d'essere una persona che ancora riesce a sognare. "Davero".
Ecco: io spero, ogni volta, che dopo quel punto e prima dello spazio dedicato ai commenti, l'interlinea vuota abbia qualcosa da dire. Non a me, chiaramente, ma là fuori.

Non ci vuol tanto per capire dove voglio arrivare.
Prendete "Videocracy", ad esempio. Fatevi un giro sui vari blog. Tuffatevi tra post e commenti.
Leggete le recensioni.

Fatelo, per favore.
Chi decide che cosa? Chi decide di che cosa vivere? Chi?
Qual è il nome?
Si punta all'azione e il nome viene dimenticato. Si punta alla difesa e ci si dimentica del modo di attaccare. Di attaccare per difendersi.
Dove cazzo vuole arrivare 'sto bimbetto che sta scrivendo in questo momento?
Qual è il vero nome?

Facciamo così (tenendo ben presente questa cosa: ne ho sentito parlare dalle persone in carne ed ossa. Non da blogger, non dagli speaker radiofonici, non dai conduttori di tg).

Che fine ha fatto "Di Bella"?
Che fine ha fatto "Cosa Nostra"?
Che fine ha fatto "Wanna Marchi"?
Che fine ha fatto "Il Mezzogiorno"?
Che fine han fatto "Le ricette di Vissani"?
Che fine han fatto le "ottantacinquemila lire del medico di famiglia"?
Che fine ha fatto "Una bomber"?
Che fine han fatto "Vieri e la Canalis"?
Che fine han fatto "le veline"? Ah, no: questa la so! Ora ci sono le escort.
Che fine ha fatto "Achille Occhetto"? E "Andreotti"?
Che fine ha fatto "il virus ebola"?
Che fine ha fatto "Bin Laden"?
Che fine han fatto "le bestie di satana"?
Che fine han fatto "Erika e Omar"?
Che fine ha fatto "la vicenda di Garlasco"?
Che fine ha fatto "la Franzoni"?
Che fine han fatto "le barriere architettoniche"?
Che fine ha fatto "l'articolo 18"?

E così, con la risposta canonica, finisco questo sproloquio.
"Son tutte cose tirate fuori per coprire qualcosa di più grosso".

E, vi assicuro, non è una risposta che arriva solo da chi "non è in grado di capire".
Ho girato questo paese in lungo e in largo.
Il mezzogiorno mi è caro tanto quanto lo sono nord e centro.
Tanto mi son cari (in ogni senso) avvocati novaresi, quanto imbianchini tifernati.

In realtà, questo post lo chiudo ricordandovi il paradosso del gatto di Schrödinger.
Buonanotte alle notizie e ai dibattiti che, vi dico la verità, mi hanno un po' scassato la minchia.
Preferisco queste cose: campo lo stesso e campo meglio.

mercoledì 9 settembre 2009

Dove ero rimasto?

Non lo so.
Avrei voluto scrivere qualcosa a proposito dell'"intelligenzia" di sinistra (e mi permetto di scriverlo a culo, perché molti blogger a culo lo scrivono).

E dunque? Ah, sì.
Avrei voluto scrivere qualcosa a proposito dell'"intellighentia" di sinistra, ma quella fottuta centrale di Brescia non mi ha dato pace. Nemmeno quella di Milano, in realtà.

E' così: non si sa per quale misterioso motivo, ma se una centrale svalvola, le altre la seguono a ruota.

Quindi?
Niente. Avrei voluto scrivere qualcosa a proposito dell'"intelligentsia" di sinistra, ma credo proprio che non lo farò. Non oggi. Non ora. Non tra due minuti.

Che stasera, tra l'altro, mi aspetta un altro intervento.
Spero di non perdere la mia intelligenza.
Quella di sinistra e quella di destra. Che so, per un certo rispetto della par condicio.
Mah.

E' ufficiale: sono stanco.

Original vs. Cover

Il paragone è impietoso.

Metallica

Dream Theater

No. Non c'è proprio paragone.
Vincono i four horsemen almeno due a zero.

Un altro post scriptum

Bè, magari, davanti ai TOKIO HOTEL potete anche metter niente.
ehm...

P.s.

Giusto un'altra piccola ed inutile considerazione: capisco che sia un modus scribendi veloce e funzionale, ma sarebbe meglio scrivere "album dei" (o degli, o delle) prima del nome degli artisti.

Ché non state svendendo un nome e nemmeno la musica, semmai il supporto.
Ok, oggi sono in modalità "rompicoglionifulminante".

Horribile visu

E niente.
Mi iscrissi, non so quanti secoli fa, alla newsletter di Feltrinelli.

Oggi, tra le altre, c'è anche una loro mail.
Il soggetto è più o meno agghiacciante:

BEATLES -15% | TOKIO HOTEL | PRENOTA NOVITA' -20%

Dico io: come fai ad accostare questi due mostri?
Giusto, entrambi sono mostri, solo che i primi sono sacri, i secondi son mostri tout court.

Povar mi.

martedì 8 settembre 2009

Girando...

... per fotolog, ho trovato il link a questa canzone, che non ascoltavo dai tempi della prima liceo...

Affatto

Voglio dire: non è che sia obbligatorio, ma è consigliato. (nella lingua scritta).

"L'avverbio affatto rafforza il significato del verbo che lo accompagna e significa 'del tutto'.
Il suo uso frequente in frasi negative ha contribuito a modificarne il significato in 'per niente'.
Nella lingua scritta è bene attenersi alla tradizione adoperando affatto con valore negativo insieme a non o niente."

Più che altro per segnalarvi che Garzanti Linguistica.it ha messo su una sezione dedicata ai dubbi linguistici.

Ecco.

E' colpa della sinistra

Leggevo qua e là.

Così ho pensato .oO(Fammi andare su google, vah).

Ho cercato è colpa della sinistra.

Ma pensa tu...

Vabbè che vabbè...

però vabbè...

E' morto Mike Bongiorno...

Boh.
Quando muoiono questi personaggi, mi chiedo sempre se sia vero, possibile o no.
Incredibile.

Riduzione di rumore ambientale






Settembre arriva e mette il segno di spunta.
Lo fa senza pensarci troppo. Al massimo ci impiega un paio di giorni e poi, dopo alcuni sensibili tentennamenti, saluta definitivamente l'estate.

Le giornate si accorciano. L'aria si fa più limpida e i rumori vengono smorzati da quel magico sopore, che appartiene solo a lui. A settembre, intendo.

Salvo rare eccezioni, tutte le attività lavorative riprendono il decollo, ma lui non ci fa troppo caso; va avanti per la sua strada, insieme alle prime foschie, a quella frescura serale non troppo invadente, ai suoi tramonti ancora accesi, alle prime mareggiate malinconiche.

I juke-box in riva al mare smettono di suonare i tormentoni estivi. Ove possibile, il timpano si lascia accarezzare da canzoni d'altri tempi e da arie meno briose.
Si riduce davvero il rumore ambientale e si passa a qualcosa di più intimo.

Il 15 ottobre 1970, venne pubblicata questa canzone. Mi piace pensare che Mogol e Battisti l'abbiano scritta poco tempo prima.

Magari un mese prima. Chissà.

"...Uscir nella brughiera di mattina,
dove non si vede a un passo
per ritrovar se stesso..."

E poi, verso la fine (mia amata/odiata terra natìa), la nebbia settembrina, che vive, tuttora, in una delle canzoni più belle che siano mai state scritte...

Forse sono solo impressioni, ma almeno posso respirarle...

"... E leggero il mio pensiero vola e va
Ho quasi paura che si perda..."

lunedì 7 settembre 2009

Sughetto 2, la vendetta

Sottotitolo: retroscena di un incidente.

Ieri, mentre cercavo di spadellare, una simpatica ape si è posata sul mio ventre (che non è piatto, intendiamoci; probabilmente pensava che lì ci potesse star bene, ma non è che al sottoscritto l'idea garbasse più di tanto). Così, tra un "aaaaahhhhhhhhhh!!!" e l'altro, ho perso equilibrio e tutto il resto e la cara padella è volata per terra.

Ok.
Oggi c'ariprovo.

Dopo aver ispezionato i miei due metri quadri di appartamento (piccino, ma molto accogliente (soprattutto per gli insetti)), mi son murato vivo.

La mia cena è ancora sul fuoco.
E adesso venite pure alla finestra, insetti di tutto il mondo...

"E' inutile suonare qui, non vi aprirà nessuno..."

UATA'!

domenica 6 settembre 2009

Meraviglioso

E' vero, credetemi è accaduto...

Oggi (evito di bestemmiare), il mio pranzo è finito sul pavimento.
Mai successo.
Sì: c'è sempre una prima volta, ma è stato veramente brutto.
Data tutta una serie di circostanze, son scoppiato in un pianto isterico.
Per fortuna, poi, è arrivata Lei a calmarmi.

Cose così.

P.s.
L'avevo assaggiato, quel sughetto.
Era dannatamente buono. Porc...

Vuoto

venerdì 4 settembre 2009

La scuola sul mio blog

Ebbene sì.
Troppo spesso ammetto la mia ignoranza in materia.
Tutte le volte confesso di essere distante da ciò che stanno vivendo gli insegnanti: docenti di ruolo e precari e tutti quelli che, in qualche misura, gravitano intorno a questo mondo, il quale (persino uno stupido lo capirebbe) sta vivendo un momento difficilissimo.

Non ho davvero i mezzi, l'esperienza e la competenza per poterne parlare esaustivamente e con chiarezza, ma mi sembra DOVEROSO lasciar spazio alle parole di chi, in prima persona, vive questa situazione con sofferenza, rabbia e consapevolezza.

Ergo (miei cari 2,5 lettori) vi rimando, in primis, alle parole di Lucia e, se volete, alle parole di Davide (altrimenti noto ai più come lo scorfano)

Dal canto mio non posso fare altro che leggere, assorbire e tacere.
Soprattutto: rispettare chi "un culo così" se lo fa veramente e ancora riesce a considerare tutta una serie di questioni in maniera piuttosto oggettiva (sulla scuola, sull'insegnamento, sui valori, sull'inutilità di certe cazzate, sulla famiglia).

Buona lettura.

Rug.

giovedì 3 settembre 2009

Una dedica

Gentile lettore,

questo post lo dedico a te, che con google hai cercato

"sculture di sabbia stupide su you tube" e sei riuscito ad arrivare fin qui.

Un traguardo. Il mio.
azz...

mercoledì 2 settembre 2009

Risotto allo scorfano

Le persone che mi conoscono, sanno che amo i risotti.
Così ho deciso, pochi minuti fa, di buttare dentro questo post un po' di cosette, per farne venir fuori un gran risotto. (Nulla di scientifico o serio, anzi)

Ingredienti:

Un articolo dello scorfano

Un articolo segnalato dallo scorfano

Un messaggio inviato allo scorfano.

Innanzi tutto, non son tanto d'accordo con il professore "[...](O forse, se leggo bene, vogliono proprio dimostrare che il web ti vede male, quando ti guarda; come chiunque, insomma.)[...]" che di gente che ti "vede bene" ce n'è e forse il loro interesse è solo quello di accalappiare visitatori per tutta un'altra serie di motivi.

E così ho pensato al mio rapporto con gli internauti che ho conosciuto in questi mesi.
Non sono uno psicologo, ma mi soffermo parecchio ad osservare.

Il motivo principale è che l'apparenza proprio non mi soddisfa.
Trovo che sia lecito, direi (anche a titolo d'autodifesa, a volte), farsi un'idea dell'interlocutore, ma è necessario qualche passo in più, per non rischiare d'essere abbagliati o di scartare, a prescindere. Ché ogni individuo è fonte di incredibili ricchezze. (Anche il potente più stronzo, in fondo (ecco: magari proprio in fondo) nasconde un tesoro. Forse son troppo ottimista. Forse non proprio tutti.)

Voglio dire: come cazzo si può pensare di tracciare una sorta di profilo in base al fottio di informazioni che si possono recuperare in rete?
Omonimie, errori di battitura, persone defunte(!!!).
E così penso: io che cosa faccio? Leggo e assorbo. Pur mantenendo una certa distanza, continuo a leggere e ad assorbire. E dello scorfano, un'idea me la son fatta.
Buona, ovviamente, che sennò non sarei lì a leggerlo tutti i giorni.

Il tutto per arrivare ad un'altra cosa.
Dopo aver letto l'articolo del Gramellini

SPOILER
Già a me il sensazionalismo giornalistico sta sul cazzo.
Che cosa ci può trovare di così sensazionale in una cosa del genere?
E davvero, come scrive qualcuno nei commenti, bisognerebbe leggere tra le righe?
Bah.
FINE SPOILER

ho dato un'occhiata a tutti i commenti.
Caro Professo', come ti dipingo io?
Il punto è questo.
E così ti ho chiesto:

"Sei stato tu a commentare "con simpatia" l'articolo di Gramellini?"

Negativo sull'obiettivo, ma, credendo di aver visto, in quel commento, qualcosa di te (rispetto a quanto avrebbero potuto fare i fantastici bot della rete), mi son permesso di avanzare un'ipotesi.

Concludo dicendo: attribuite pure, agli internauti, tutti i colori che volete. E' solo mostrando rispetto, interesse ed una certa passione, che ci si può salvare dall'essere dipinti di bianco o di nero.

E qui, forse, qualcosa tra le righe c'è.

Era un bel risotto, o no?

Professo', tranquillo: tutti gli animali utilizzati in questo articolo non sono stati assolutamente feriti o maltrattati.
Nemmeno lo scorfano che è nel risotto.

martedì 1 settembre 2009

Finalmente a casa...

... e poi, all'una e trentacinque circa, Lorenzo ed io abbiamo salvato un riccio. Ecco.

Buonanotte...

P.s.
Il video è da guardare in HQ.

lunedì 31 agosto 2009

Il Signor Wolf vacilla...

Giornate come questa mi devastano.
So esattamente di che cosa avrei bisogno adesso.
Non è sufficiente "staccare la spina".
La questione è che vorrei staccarla, respirando un po' d'aria buona con Lei.

Il sole non ha alcuna intenzione di tramontare.
Un fotografo (o presunto tale) osserva a tutte l'ore la luce.
Ce n'è ancora, ce n'è troppa. Non vorrei tutta questa luce.
Questa giornata non vuole finire e questa giornata non finirà.

Sono stanco, provato, ho i nervi a pezzi e la bruttissima sensazione di non essere all'altezza.
La sensazione di essere limitato nei miei movimenti, perché fu deciso così a settembre dell'anno scorso.
Ipse dixit (e vaffanculo).

Allora ve ne racconto una:

Tantissimi anni fa, ero solito guardare Holly e Benji, da bravo bimbetto delle elementari, che tutti i pomeriggi (fatti i compiti) si metteva davanti alla tv per guardarsi quell'oretta di cartoni animati. Giapponesi. (Come vogliono gli Elio e le Storie Tese)

In una puntata (la ricordo benissimo), un avversario della New Team bruciava tutti correndo sulla fascia e arrivava fino all'area protetta da Benji.
Una volta, due volte, tre volte.
Holly (che in realtà aveva la testa di un cinquantenne), capito il giochino, riuscì a fotterlo.

Ne ho tratto un insegnamento: cambiare strada, creare un movimento, cercare un diversivo, avere un guizzo geniale.

Non posso, qui dentro non posso farlo.
E non sono un genio. Son solo un coglione che sa che cosa vuol dire faticare, sudare e lavorare per poter vivere.

Continuiamo, così, a lasciare che "gli avversari" corrano sulla fascia, senza pensare che, magari, esiste un modo per fermare la loro stupida e ripetitiva corsa.

Comunque.

domenica 30 agosto 2009

Tag

Tra le altre cose, stavo seriamente pensando di etichettare tutti i miei post.
Ci penso ancora un po'.

Britpop e dintorni

Chi, negli anni '90, non ha mai cantato, almeno una volta, "Wonderwall"(Oasis) o "Song 2"(Blur)?
E insomma.
Mi sarebbe piaciuto tanto, all'epoca, vedere una loro esibizione.

Sapevo che gli Oasis erano tornati insieme e così ho cercato notizie a proposito del loro concerto in Italia.
Sulle pagine del corriere, però, ho trovato questa notizia:

Sabato 29 Agosto 2009
I Gallagher?Da prendere a pedate nel sedere

Incredibile: gli Oasis si sono sciolti ! Una dichiarazione di Noel Gallagher (che vi postiamo in lingua originale) che recita: "It's with some sadness and great relief to tell you that I quit Oasis tonight. People will write and say what they like, but I simply could not go on working with Liam a day longer. Apologies to all the people who bought tickets for the shows in Paris, Konstanz and Milan."
Secondo le prime ricostruzioni, Noel e Liam Gallagher avrebbero violentemente litigato, venendo persino alle mani, appena prima di salire sul palco di Rock En Seine, il festival che si tiene questo week-end a Parigi nel quale gli Oasis erano tra gli headliner. Secondo 'Nme.com', quando la folla li stava già aspettando, sui maxischermi è apparso il messaggio che il concerto era annullato "a causa di un alterco".
Ulteriore conferma viene dalla cantautrice scozzese Amy Macdonald, nella line-up del festival parigino ed evidentemente testimone dell'accaduto, che ha scritto sul proprio Twitter le testuali parole: "Oasis cancelled again with one minute to stage time!!! Liam smashesd Noels guitar, huuuge fight!"
Il comunicato di Noel, apparso sul sito ufficiale del gruppo, non lascia spazio a ulteriori dubbi. In ogni caso, cercheremo di tenere aggiornati i fans e soprattutto coloro che hanno acquistato il biglietto per il concerto di domenica a Milano, che a questo punto sembra avere pochissime possibilità di essere effettuato.
Rimaniamo a disposizione degli organizzatori dello show per eventuali comunicazioni in merito.
indie-rock.it

di buzz


Quei due son rimasti adolescenti, non ci son cazzi.

sabato 29 agosto 2009

400

E pensare che, circa centocinquanta post fa, avrei chiuso tutto.
Le cose cambiano, comunque.

E' una giornata da numeri tondi. Pieni. Gioviali. Sorridenti.
Sauro è diventato papà.
Il bimbo sta bene (non so perché abbia evitato di scrivere "D. sta bene". Avranno cambiato idea. Glielo chiederò).

Poi.

Lei, smorzando i miei slanci di viaggiatore pazzo, ha evitato sicuramente "un qualche" (cit.) piccolo imbarazzo. Meglio così, anche se mi manca.

Ho scoperto una cosa: effettivamente i FIGHI'S hanno installato, oltre ad una retìna, anche un cane.

(E' inutile che mi dici che non l'ho visto e quindi non posso sapere se esista davvero o no. Non esiste il cane di Schrödinger.)
E poi... ho visto la sua ombra. Cazzo, sembra quasi un film dell'orrore. (Pochi minuti fa, dal terrazzino, mentre preparavo "il nero" da lavare.)

Poi.

Riccardo mi ha chiamato per chiedermi di uscire.
(So che leggerai che mi hai chiamato per chiedermi di uscire: ho solo scritto che mi hai chiamato per chiedermi di uscire. Allontanati, per un attimo, dalla metafisica.)

Poi.

Il sole splende alto nel cielo. Non è che la cosa sia così eclatante, ma vabbè. E' una bella giornata.

Poi.

Stasera inaugureranno un nuovo ristorante in centro ad Arezzo.
Mi avevano invitato, ma non ci andrò.

Poi basta.
E se son due etti e mezzo, va bene lo stesso. Lasci pure.

Comunque.

venerdì 28 agosto 2009

Il tesoro...

"... è alla fine dell'arcobaleno, che trovarlo vicino nel proprio letto piace molto di meno..."

"Secondo me non cerchi bene".

E fu così che decisi di prendermi una bella lavata,
per fare una foto a colui ch'è in grado di indicare la strada per il tesoro.





















Viaggio di ritorno con questa chicca (che in realtà è composta da due canzoni):



We are eternal, all this pain is an illusion...
Già.

Manchi.

P.s.

Non che Lars scherzasse, eh...

The unforgiven II

E sì. In questo video, papà Het era brutto come il peccato...
E però...

A volte...

... le identità vengono svelate con un sorriso.
:)

e diciamolo...

... in silenzio:

forse Sauro sta per diventare papà...

Mi sento un po' zio, dai...

giovedì 27 agosto 2009

Gli occhi brillano...

... chissà perché...

E' che ora (da cento secoli, in realtà) son così, così...

... e canto questa canzone a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più...

Posto di qua...

perché quel cattivone dello scorfano non accetta i miei commenti.
Gné!
Ovviamente SCHERZO.

Tutto parte, questa volta, da qui.

Ecco la mia risposta (la smetterò, un giorno o l'altro, di incazzarmi. Giuro.):

... e pensare che mi ero astenuto dallo scrivere qualsiasi cosa a riguardo. "In pubblico", voglio dire (che le mie stupide considerazioni, via mail, le ho inviate...).
E m'ero anche ripromesso di non tornare più a sbirciare i commenti a quel post. Avrò peccato?

Io dico: rischio di passare per l'avvocato del diavolo, perché qualcuno mi ha insegnato che ai ragazzini "non bisogna spezzare le gambe", ma, piuttosto, bisogna capirli e lasciar loro spazio, possibilità e bla bla bla.
E ho cercato, allo stesso modo, di richiedere comprensione...

Perfetto.
No, direi di no.

Ipazia ha già scritto tutto qui.
E sono perfettamente d'accordo con lei. E sono d'accordo con chi scrive che, caro Mattia, devi accettare le critiche. Hai scelto di esporti, magari tra il serio ed il faceto, ma lo hai fatto. E' un discorso, anche se siamo su uno spazio internautico, di responsabilità. Pensare->agire->generare conseguenze->farsene carico. Punto.

E sono d'accordo con chi NON pensa che il mondo sia dei furbi.
Anche perché, a volerla dire tutta, se esistono i furbi, esistono quelli ancora più furbi e via così...

Tu, con il primo commento, hai lasciato, per quanto possibile (dato il mezzo e dati i tuoi mezzi), un ritratto della tua persona. Volente o nolente, caro Mattia, l'hai fatto.

E' normale che poi (magari un po' al di sopra delle righe) le persone o gli "utenti" (come li definisci tu) si prodighino nello sfornare giudizi più o meno validi.

Lessi, una volta, un articolo molto simile al tuo intervento: il ragazzo che lo scrisse (che, tra le altre cose, spero di non incrociare mai sulla mia via e che, tra le altre cose, è un tuo coetaneo) dopo qualche giorno scrisse ad un mio amico che avrebbe sfregiato la sua figliola di tre anni.
Ma: era per scherzo. Sì. E come no.
Non puoi permetterti di pensare che, scritta una cosa, le persone con un filo di cervello stiano zitte e ingollino così, senza farci qualche pensiero, seppur piccolo.

Nessuno ti chiede qualcosa che non puoi dare. Nessuno ti chiede di elevarti, per farci capire che "no, non sono un inetto: sono solo più furbo di voi. Accettatelo", ma, questo è certo, avresti potuto rispondere in maniera più intelligente.

Cantavano bene gli afterhours...
Mi risparmio una liberatoria bestemmia e la risparmio a voi.

Comunque, per concludere, auguri al popolo italiano, che già è nelle mani dell'uomo più furbo del mondo.

Un saluto allo scorfano.

Rug.

Lei

A tutti quelli che mi hanno chiesto "Com'è Lei?", ho risposto quasi sempre così:

mercoledì 26 agosto 2009

Smooth

... almeno stasera, va là.
Così, vorrei scrivere un paio di righe a proposito de "La manutenzione delle playlist di youtube".
E' una cosa maledettamente faticosa, perché, ogni tanto, eliminano i video che violano il copyright. Quando succede, ci resto malissimo. Dimenticavo: nessuno ti avvisa :D
Mi meraviglio che questa sia ancora lì. Nella mia playlist, intendo.
(E' sufficiente provare a cercare il testo di "No worries" degli Hepcat: è stato cancellato da quasi tutti i portali musicali...)
Non saranno un po' troppo rigidi?
Sì, d'accordo, il discorso è un bel po' più ampio...

Comunque.

Sul diritto...

... di non palesarsi.
Ognuno è libero di far ciò che ritiene più opportuno.
Mi farebbe piacere, tuttavia, che chi legge le mie segate lasciasse anche solo un saluto.

Colgo l'occasione per salutare Thumper.
Grazie d'essere passata :)

Ed è subito...

... tragedia.

Quando? Quando "IL TELEFONO" (quello strano apparecchio inventato da un italiano e brevettato da un americano (i soliti "ciula", noi italiani)) non funziona.

E niente: oggi mi son rotto i coglioni, per l'ennesima lamentela.

Son passati più di sei anni, da quel giorno di merda.
Son passati più di sei anni, ma ancora ricordo la voce di Michele.

15 giugno 2003.

Michele: "Ciao, Ruggero. Ti disturbo?"
Rug.: "Ciao, Michele! Sono ad un matrimonio, ma dimmi pure"
Michele: "Hai saputo di Massimiliano?"
Rug.: "Il piccoletto? Mbè? Cosa..."
Michele: "Ruggero... Massimiliano... non c'è più..."

Lavoro in ambito tlc da una vita (se considero che la mia vita è solo agli inizi) e, per assurdo, posso dire che il telefono è in grado di salvare la vita.
Posso, sempre per assurdo, dire che il telefono è in grado di far spegnere una vita.
Ma non è questo il punto.

TU, testa di cazzo, non puoi rompere i coglioni perché il tuo cordless di merda non mantiene le impostazioni "data-ora-salcazzo". Non puoi e non puoi romperli proprio a noi.
Non puoi, per due semplici motivi:

1) Il telefono è TUO.
2) Riesci a telefonare? Sì. Stiamo erogando il servizio in maniera impeccabile.

Ah, no. Ci sarebbe anche un terzo motivo:

3) Esistono i calendari e gli orologi e i datari dei telefoni cellulari e cazzibuffi vari.

Ah, no. C'è l'ultimo:

NON E' UNA TRAGEDIA e se dici che è una tragedia, io ti sputo in faccia.

Sei anni fa, centocinquanta ragazzi (in lutto dalle prime ore del pomeriggio) rispondevano ai clienti Vodafone e si sentivano dire: "Che tragedia, non riesco ad inviare sms..."

Bisogna fare attenzione.
Tu paghi per avere un servizio. Paghi in anticipo. Il servizio, come da dicitura, è "pre-pagato" e così hai tutte le ragioni del mondo, ma la tragedia, stronzo di un utOnto, è davvero un'altra cosa.

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera


Ciao, Piccoletto.

Con una lacrima,

Giuggerellone

martedì 25 agosto 2009

La mia risposta...

... al lettore di Pirandello.

Tutto nasce da qui.

Certe discussioni potrebbero tranquillamente essere evitate grazie ad un bel "Il razzismo non è da tollerare in ogni caso". Punto.

Una cosa, però, mi sento quasi in dovere di scriverla:
il discorso dei numeri è un po' pericoloso.
Scrivere, poi, che gli extra-comunitari sono TOT, perdonami, o discente della pirandelliana filosofia, è una grossa cazzata. (e se lo scrivo ho i miei buoni e fondati motivi).

Credo che qui si voglia colpevolizzare qualcosa, qualcuno, piuttosto che focalizzare l'attenzione su uno dei punti che, quasi per magia, è stato tralasciato e che invece lo scorfano ha ben messo in luce: la sicurezza (e tutto il suo indotto politico-sociale)

Sono intollerante nei confronti della violenza di extra-comunitari e no, sia chiaro, ma il punto, a mio avviso, è un altro.

Infine: se volessi giocare con la calcolatrice, inizierei a scrivere tante di quelle cose, che il tempo non mi basterebbe nemmeno per andare a raccogliere la frutta nel mio orticello...

L'episodio che hai raccontato, poi, è da condannare alla stessa stregua dell'episodio citato dal professore. Ne' più, nè meno. E' anche vero che, quindici anni fa, un gruppo di miei amici pestò due albanesi, solo perché si erano avvicinati al loro campetto. Come la mettiamo? Hanno sicuramente fatto bene, vero? Potevano essere pericolosi. Per favore...

Trovato! Potremmo tutti fare come il nonno di un mio amico: questo simpatico ottantenne dorme con la carabina accanto al comodino e la punta contro tutti quelli che minacciano il suo terreno. Siano essi bianchi, neri, gialli o abbronzati.
Ecco, dai, facciamo così: ché tanto le forze dell'ordine "figurati se intervengono".

Ma no, dai... continuiamo, piuttosto, a sottolineare e giustificarci attraverso l'episodio. O gli episodi?
Ah, no: l'episodio sta agli episodi come l'extra-comunitario sta agli italiani.

Maledetti siano i pluralismi e santificate le proporzioni. Inverse.

Un cordiale saluto.

Rug.

lunedì 24 agosto 2009

Referrers

E sono a quota due.
Che cosa? I "Referrers" via mail.
Questo fatto mi incuriosisce e non poco.

Alcuni dei siti che si occupano di statistiche, provvedono ad indicare chi (e attraverso quale mezzo) ha effettuato l'accesso a blog, flickr e via discorrendo.

E' la seconda volta che qualcuno accede ad uno dei miei spazi, attraverso un link mandato via mail.

Strano interesse.
Voglio dire: che cosa cazzo ci troveranno di così particolare nelle mie foto e nelle mie cazzate?
Addirittura segnalato via mail.

Mumble...
P.s.
Scritto malissimo (per quel che può valere)

giovedì 20 agosto 2009

Tempi andati e folgorazioni

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana...
Ah, no: quello era "Guerre Stellari"...

Tanto tempo fa, tra i personaggi di fotolog, v'era un certo Segnalatore.

Il Segnalatore era solito ricevere il seguente complimento "Sei un fottuto genio", oppure "Sei un genio", oppure ancora "Eugenio".

Se il Segnalatore fosse stato davvero un genio, non avrebbe chiuso il proprio account.

Parola di Segnalatore.

Sono appena stato folgorato da un'idea niente male.
Perché non diventare il Mecenate del terzo millennio?
Potrei risolvere, da buon Wolf quale sono, un bel po' di problemi.

Ora vado proprio "lì", a pensare...

mercoledì 19 agosto 2009

Stralci

Massimo:

Eh, eh, non so che pesce pigliare.

Rug:

Oggi sono un po' in crisi, assalito, come sono, da un vuoto incolmabile.
Cosi' ho pensato: potra', il caro Massimo, indicarmi il giusto compromesso tra beneficio e soddisfazione?

Gli incisi, a volte, tendono ad essere meno superflui delle parti necessarie di un discorso.
Se il discorso e' la vita, naturalmente.

Buona giornata.

Ah: quello di mezzo.
In medio stat virtus.

Massimo:

La giusta misura è la perfezione. C'è una sola cosa da fare. Essere perfetti.
Non c'è da esitare. Rinunciare alle insidie attraenti come le piscine e le religioni.

A parte gli scherzi, io non mi preoccuperei più di tanto. Se riconosci il vuoto è già una buona cosa, di per sé tende a riempirsi. Ecco, meglio non essere impazienti e vigilare.

Ma forse sei innamorato.
Ribera, un mio amico, sostiene che il coito è ricerca di libertà, ma non la trovi.

Notte Rug, anch'io ho i miei problemi col vuoto, lo sopporto nell'apertura di un'attesa.


A volte pensiamo di non saperne abbastanza.
A volte crediamo che qualcuno possa illuminarci.
Non è che la cosa, in sé, sia propriamente sbagliata.
Forse abbiamo semplicemente bisogno di qualcuno che ce la "levi".

Lei mi manca.
Nel vuoto è l'assenza, ma è pure la pazienza. E più forte è la cura.

lunedì 10 agosto 2009

Il regalo più grande

Sei di là, accarezzata dall'acqua.
Sei di là e ancora non ci credo.

E ti aspetto, anche se sei vicina.
E ti aspetto, come ti ho aspettata durante tutto questo tempo: con la stessa meraviglia, con gli stessi battiti, con la stessa "fretta" e con la stessa pazienza.
Soprattutto: con lo stesso stupore riflesso dai tuoi meravigliosi occhi.

Nei film -o nei fumetti-, spesso si sente dire -o si legge-: "Se questo è un sogno, vi prego, non svegliatemi".

Se questo è un sogno, voglio finire la mia vita ad occhi chiusi, dormendo sulla grazia del tuo sorriso.

Sei di là e aspetto di dirti buonanotte e di cullarti fino al mattino.

... e se è stato merito del destino, bè, non posso che ringraziarlo...

"... bussa già la fretta di te..."

lunedì 3 agosto 2009

Quel regalo

Visto, fermato, pagato; nel pomeriggio verrà spedito.
Cose semplici, piuttosto lineari.
Dall'altra parte del telefono c'era una persona cordiale.
Ho pensato di inviarle un sorriso.
La semplicità mi regala sempre le emozioni più grandi.
... come la pioggia, che in questo momento sta rinfrescando la terra.

domenica 2 agosto 2009

Curiosità

L'ultimo video di Cesare Cremonini è carino; mi ha stupito.

La cosa che mi è balzata subito all'occhio, è stata la ripresa dell'opera "Night-Hawks" di Edward Hopper.

Chissà perché...

Cose così.

martedì 28 luglio 2009

Chiamate perse

Due.

Rug:"Sauro!"
Sauro:"Scusami, Ruggero, ho sbagliato."
Rug:"Due volte?"
Sauro:"Sì. Se sbaglio, sbaglio per bene."

Sta per diventare papà, quell'omino.
Il pragmatismo industriale fatto a persona.

Dopo l'amore

Non c'è disaccordo nel cielo

Ad un certo punto, disse ch'era giunto il momento di ringraziare il cielo.

Non c'è disaccordo nel cielo

domenica 26 luglio 2009

Capossela

Il paradiso dei calzini
Aspettavo Vinicio e Vinicio è arrivato.

Il paradiso dei calzini

giovedì 23 luglio 2009

Bè...

... questa chiave di ricerca mi ha fatto piegare in due dalle risate:

"Referrer: la eva puttana di novara (Google)"

Benvenuto!

ahahahahahahahahahahahah

Ricerche

Molti internauti, grazie a google (o per colpa?), finiscono sul mio blog. Direi per caso.
Uno dei post più cliccati è Penultima rabbia.
Non mi dispiace. Voglio dire: in fondo ho reso pubblico quel periodo e se qualcuno ci tiene, può tranquillamente farsi carico di tutta quella tristezza e farsi un po' i cazzi miei.

Perché finiscono proprio lì? Che cosa scrivono nell'applet?
Già. Che cosa? Di tutto. Tranne la parola "rabbia".

Curioso.

mercoledì 22 luglio 2009

ahahahahahahah

Ad essere "purciari"...

Proprio ieri parlavo del progetto wi-fi in Arezzo.
In principio avremmo dovuto pensarci noi.
Era tutto pronto.
Oggi son venuto a sapere che il comune (sentendosi figo) ha deciso di far tutto da sé. (sì, lo so: il comune non è una persona, ma ci siam capiti)
E non funziona un cazzo.
Ma non è questa la cosa divertente.
Tracy Chapman ha detto che, senza connettività (che, per non so quali motivi, serve allo staff), non si esibirà al PlayArt Festival.
Stasera.
ahahahahahahahahahah
Gli organizzatori, disperati, hanno richiesto il nostro intervento.
ahahahahahahahahahah

Bravi, bravi. Siete proprio zonali, altro che comunali.
ahahahahahahahahahah

lunedì 20 luglio 2009

Desideri

Vorrei un letto in riva al mare. Possibilmente grande e dentro ci vorrei la bambina che fissa.
Crollo.

domenica 19 luglio 2009

Guardando la luna

Guardando la luna

Brillava, pallida come un osso,
mentre la guardavo dal fosso
e pensavo a come la luna
questa sera brillasse
e il mio dolce amore accarezzasse;
come lo scoglio
dove il suo corpo giaceva.


Da "Grim Fandango" (un punta e clicca della Lucas Art).
Era un gioco straordinario, il primo con motore grafico 3D della casa del grande George Lucas.

Manny Calavera, analizzando l'oggetto-luna, tirava fuori quelle parole e, in un secondo momento, le ripeteva insieme al capitano Velasco.

--

Foto scattata durante il concerto di Patti Smith.
Quella sera ero stanco, annoiato e tutte cose.
Per carità, brava lei, ma ad una settimana dal concerto dei Metallica, bè, non potevo assolutamente gustarmela a modo.

E in testa, tra le altre cose, avevo un'altra canzone.

Questa.

... e tutta un'altra serie di faccende e di volti.

Cose così.

martedì 14 luglio 2009

Concettual-mente

Il Nomade che fuma
Esistono canzoni, che non devono essere sottovalutate.
Tali canzoni, a volte, vengono rifuggite dall'essere umano, il quale mira a considerarle quasi alla stregua dello specchio della tentazione e cioè di quella opalescenza primordiale, attraverso la quale i riflessi peccaminosi della caduta delle ideologie tendono ad approssimarsi all'imperfezione dell'uomo stesso.

Sentendosi superiori, sopraffatti dal proprio ego espanso, tendono a non considerarle, commettendo, così, un grave errore.

Eppure, tali canzoni distruggono la storica, nonché kantiana, dicotomia tra fenomeno e noumeno, spiegando esattamente lo stato delle cose e nella loro manifestazione e nella loro essenza; se possibile, le concentrano e le fondono in una forma nuova decisamente d'impatto, forse di dubbio gusto, ma sicuramente esplicativa.

Queste canzoni, talvolta dotate di una "brevitas" di sapore squisitamente latino, ci fanno intravedere il lato oscuro e altresì chiaro dell'indole umana.

Ci dimostrano, per rifarsi ad un detto plautino (più tardi adottato da Hobbes), come l'uomo tenda ad essere crudele nei confronti del suo prossimo.

Homo homini lupus

Per questo si approssima, come scritto precedentemente, e non si fa prossimo del suo simile, cercando, in buona sostanza, di sopraffarlo e di violarne le carni, che resterebbero, per una qualche concezione superiore ed all'uomo incomprensibile, altrimenti divine ed immacolate.

La canzone che sto per proporvi, è un esempio pratico di quanto esposto.

Se ne sconsigliano, tuttavia, l'ascolto e la visione ad un pubblico minorenne.

Io dico che

Ed ora scusate, vado a sciacquarmi, ché un po' frizza...

lunedì 13 luglio 2009

Questioni in sospeso

Operatrice: "Pronto?"
Rug.: "Buongiorno, sto cercando la signora B."
O.: "Un attimo, per favore."

Passo la maggior parte del mio tempo lavorativo al telefono e, in questi anni, ne ho sentite di tutti i tipi:
da Robbie Williams a Morricone, da Strauss a Čajkovskij.

Sto parlando della "musichetta" che ti propinano durante l'attesa.

Fate un po' il cazzo che volete, ma vi prego: non "la Radetzky";
che va bene solo a capodanno e che, data la gravità della questione, a me inizia a stare sul culo.

Giusto perché la dirige lui.

Comunque.

domenica 12 luglio 2009

Il nomade portuale

Il nomade portuale

12/07/2009 - 01.44 a.m.

Poco dopo avrei sentito la voce del mare.
Insieme a te.

mercoledì 8 luglio 2009

Onde

In-Leghorn... Metafore...
Si infrangono sugli scogli (e non solo Dio sa quanto questa immagine sia inflazionata e, ormai, poco poetica).
Così mi soffermo sull'istante successivo, su quella scia di freschezza e di libertà, che solo l'acqua sa tracciare.

"Neri quei giorni che passano senza di te
Quasi convinto che in fondo sia meglio così
Allentare la presa per merito di
Chi mi consola ed esorta alla rinuncia
Ma la pelle rigetta quel sorriso che
Trapiantato da bocche riverenti
No, lo sai non funziona su di me
Ostinato a ripetere tra i denti

Brucia ancora che prima o poi ritornerò
Conservo di nascosto sempre lo stesso smalto
Non temere zeta reticoli on my mind
Aspetterò il momento per un migliore slancio"


Comunque.

martedì 7 luglio 2009

Mandante ed Esecutore, Vol. II

Mandante ed Esecutore

Ad una cara persona, tempo fa, dissi che le fotografie parlano e che se avessero la possibilità di farsi sentire davvero, probabilmente, racconterebbero il male e l'insoddisfazione delle persone ritratte (anche degli oggetti; dipende dal fruitore: se è animista...).

Sei lì e pensi...

Surfin' Venice

Surfin' Venice

Il profumo è quello degli estemporanei di una volta; quelli che ti lasciano distrutto, ma con un sorriso splendente stampato sul viso.

lunedì 6 luglio 2009

Proiezioni oscure

Io. Dal buio. Nel buio.
Un paio di settimane fa, avevo in testa un post.
Questo post.
Non so quale sarà il punto d'arrivo.
Non so se, effettivamente, ci potrà mai essere una conclusione (che le conclusioni son pericolose).

Un paio di settimane fa, prima di andare a dormire, venni catturato da un'idea piuttosto strana:

"E se domani, una volta sveglio, non riuscissi più a vedere il sole?"
E' una cosa seria.
Mi sono fermato accanto al lettone; l'ho guardato, ne ho prese le misure.
Sono uscito dalla camera da letto contando tutti i passi e cercando di fotografare, coi miei occhi, tutto l'appartamento, compresi gli ostacoli (centinaia) sparsi sul pavimento, a mezz'aria e in ogni dove.

Son tornato a letto pensando: quanto affidamento faccio sulla mia vista?
Voglio dire: quanto è importante che qualcosa appaia, nella mia vita, per essere degno della mia considerazione? Affinché, effettivamente, possa avere una collocazione all'interno del mio percorso?

Se domani mi svegliassi cieco, completamente cieco, voglio dire, come cambierebbe la mia vita?
Io che penso che le parole siano il primo veicolo di corruzione del pensiero, non dovrei forse fidarmi di più di ciò che sento?

E ho pensato alla cura. Alla cura che devo necessariamente avere per me stesso e a tutte le cure che rivolgo alle persone alle quali voglio bene; a quella cura che, nel bene e nel male, arriva anche attraverso le parole. Dette e no.
E ho pensato al bene, il primo: la vita.

E ho pensato a quelle situazioni cinematografiche (tipiche dei film di arti marziali): il protagonista perde temporaneamente la vista, ma inizia a sentire; percezione della luce nel buio.
Cose strane. Cose dolorose, a ben pensarci.
Ma i miei erano pensieri a freddo. La reazione immediata sarebbe certamente diversa:
proverei una sensazione ai limiti dell'angoscia stessa di vivere, qualcosa di simile alla vera paura; smarrimento, desiderio di evadere dal mio corpo menomato, forse la morte.
Ma.
Mi conosco e so che dopo capirei di non aver perso me stesso, ma solo lo specchio di un piccolo uomo che ancora ha tanta strada da fare.

Quindi quella data, da un paio di settimane, è più lontana.

domenica 5 luglio 2009

Porca putἄντρον

Adoro il mio lavoro.
Lo adoro anche se è domenica, lei è lontana, sono le 6.15 p.m., mi son dovuto sfamare al mec, ho i coglioni girati e vorrei tanto che θάνατος scendesse sull'inventore di questa stronzo mondo tecnologico (che mi dà il pane. Vabbè)

Ormai quest'ufficio è la mia seconda casa.
antro-tana-puttana

"Sto bene, abbastanza bene" (cit.)

sabato 4 luglio 2009

Qualcosa di simile ad un estemporaneo

Se lui è il re, lei, indubbiamente, è la regina.

Su Jacko hanno scritto tutti di tutto e tutto di tutti.
Non scriverò altre banalità, né cose interessanti.

Penso insistemente alla prossima mossa commerciale della Ciccone.
Forse sparirà anche lei.
Chi può dirlo?

Intanto mi ascolto un paio di canzoni del re del pop, accompagnato da una discreta dose di nostalgia.

Riposi davvero in pace. Spero che continui a scrivere le sue canzoni, sui suoi alberi. (magari il Signore, nel frattempo, imparerà la moonwalk...)

Quadri e padroni di quadri

Che poi, magari, ti capita di metterti lì a post-produrre qualche fotografia scattata a quadri che non sono i tuoi e inizi a pensare.

E trovi una certa affinità tra alcune delle cose che hai sotto gli occhi ed altre che, se non ricordi male, hai studiato o vagamente annusato durante gli anni della tua (non) brillante carriera scolastica.

E pensi che non vi sia nulla di male a ribattezzare un'opera non tua, a volerla rappresentare attraverso ciò che hai visto e non attraverso ciò che è.
L'origine del mondo alternativa.

Voglio dire: come dicono alcuni (e solo alcuni) artisti, l'opera deve essere lasciata a completa disposizione del fruitore. (passano i secondi e mi rendo conto che questi artisti sono pochi e non alcuni; ché molti producono per se stessi. Ma questa è un'altra faccenda).

Cosi', dicevo, ti ritrovi a paragonare due opere che davvero non c'entrano un cazzo l'una con l'altra (che se di mezzo ci fosse il cazzo, non si tratterebbe de l'origine del mondo, ma dell'origine del mondo: un semplice (può essere semplice?) coito con finalità riproduttive).

Quando una lettera fa la differenza.

Guardi la foto e pensi di aver già letto qualcosa a proposito de "l'origine del mondo".

Baricco. Sì. Ecco qua

Tu, invece, sai che questo quadro (l'origine del mondo alternativa) non ti ha svuotato lo sguardo, ma ti ha semplicemente incuriosito per via della risoluzione.

Voglio dire: sai benissimo com'è fatta (mi riferisco all'origine...) e la curiosità è questa: vediamo quanto sei stato bravo tu e quanto le ho reso giustizia io.

Poi, magari, pensi che questo post sia una cagata pazzesca, ritorni al titolo e ti viene in mente "Cani e padroni di cani" degli Elio e le Storie Tese.

Cose così.

giovedì 2 luglio 2009

Formal-mente

Ogni tanto mi ricordo di aver frequentato diversi corsi di comunicazione (per i piu' svariati motivi); capita, cosi', che alzi la cornetta ed assuma il classico tono dell'"operatore professionale" e sembra quasi che, da questa parte, ci sia un ometto vestito di tutto punto, sbarbato (si sente anche quello) e con un sorriso a 75 denti stampato sulla faccia.

Se solo potessero vedermi.

Anteprima

Cosi' si apre la "stagione aretina dei concerti". Con Patti Smith.
Non l'avevo mai sentita dal vivo e, tra l'altro, conosco poche sue canzoni.
Un concerto "da teatro". Questa e' stata la prima cosa che mi e' venuta in mente, dopo aver ascoltato i primi tre brani.

E' partita lentissima (nel sangue avevo ancora le note e la potenza dei four horsemen).
Probabilmente non ero pronto per un altro concerto. Sicuramente non per un concerto del genere.

Ad un certo punto si e' svegliata. Battiti di mani (odiosi, peraltro: almeno fossero andati a tempo. Vabbe': il bello della diretta, direbbe qualcuno) e cori e applausi.

Tutto ad un tratto, ho deciso di non riuscire piu' a reggere e me ne sono andato su "Because the night".
Walid: "Che poi non e' vero. La notte appartiene a chi decide di rimanere sveglio".

Tolta un po' di poesia, un po' di entusiasmo, son tornato all'automobile, pensando che devo fare aggiustare quel cazzo di lettore cd.

Aspetto Vinicio.

lunedì 29 giugno 2009

Ieri

Proprio ieri scrivevo: "Stanno andando via".

Stasera sono uscito dall'ufficio e sulla via del ritorno, un po' per caso, un po' per gioco, ho acceso l'autoradio; su Virgin Radio, passavano questa...

Il concerto di lunedì scorso resterà con me ancora per un po'.

[un po' perché ci hai creduto anche tu, cazzona]

Sì...

... in effetti è un po' come sparare sulla Croce Rossa...

E mo' mi incazzo

Nessuno -e dico nessuno- puo' impedirmi di scrivere nome e cognome del titolare di una societa', che vende i propri prodotti su ebay.
Nessuno -e sottolineo nessuno- puo' impedirmi di iscrivermi a forum et similia per segnalare suddetto tenutario.

Quindi, carissimo, per evitare lo sputtanamento internautico, ti consiglio caldamente di spedirmi quel cazzo di obiettivo.

Sto davvero perdendo la pazienza.

Minchia!

Quando apri skype, sulla prima schermata, appare la frase "take a deep breath".
ahahahahahahahahahahahah

Non ci avevo fatto caso.
ahahahahahahahahahahahah

Sto "pazziando".
Sì.

P.s.

Della serie: diventa anche tu un sostenitore del partito "FAMO A CAPISSE".

Infine, non so perché mi sia venuto in mente proprio il latino. Qualcuno dice che può sempre non servire :P

Buonanotte, Prof.

domenica 28 giugno 2009

Orgoglio e dignità

Ci avrei giocato le palle.
Giuro.

Ci pensavo da ieri, perché da ieri pensavo al valore dell'uno e dell'altra.
E perché ci avrei giocato le palle?
Giusto: perché sapevo che se avessi cercato, sul dizionario, un sinonimo di "orgoglio", avrei trovato anche "dignità".

Chi mi conosce sa che detesto i sinonimi.
Li detesto, perché esistono svariati modi per aggirare le ripetizioni in una frase o per esprimere al meglio un'idea, utilizzando le parole appropriate.

No, non sto dicendo una cazzata.
In terza liceo, ho avuto modo di collezionare diversi "segni blu" nelle versioni di latino: erano improprietà lessicali.

Voglio dire: quando ti trovi davanti ad una versione, puoi anche permetterti di essere impreciso (sì, dovrei motivare questa affermazione, ma non ho proprio voglia), ma l'imprecisione gioca un ruolo fondamentale: pesa su ciò che è il significato di un intero periodo, alle volte; di una "semplice" frase, in altre circostanze.

Mi spiego ancora meglio: già non è quello che ha scritto l'autore (ché sempre di una traduzione trattasi); inoltre, se si utilizza un termine improprio, il concetto perde il proprio peso o, al contrario, la propria leggerezza.
Cose così. Già mi sto dilungando.

"Prof, preferisce una traduzione letterale o una traduzione libera?"
"Io non preferisco. Voglio La Traduzione".

Bei tempi, non c'è che dire.

(e già penso a quello che ho appena scritto e ci sarebbero da sostituire almeno tre parole. Non lo faccio per un semplice motivo: con il passare del tempo, ho imparato che la cosa importante è farsi capire e fine del discorso; sì, perché altrimenti mi ritroverei a scrivere come alcuni ventenni, che pensano di essere il Tacito o il Cicerone del terzo millennio. Chi mi conosce, sa che detesto anche quei soggetti.)

Ritorniamo ad ovo.
Orgoglio e dignità.

orgoglio

s. m.
1 grandissima stima di sé e dei propri meriti: essere pieno di orgoglio; peccare di orgoglio
2 (estens.) senso della propria dignità: parlare con legittimo orgoglio; non avere nemmeno un po' d'orgoglio
3 cosa o persona che sia motivo di vanto: essere l'orgoglio della famiglia.

dignità

ant. degnità, s. f.
1 nobiltà morale che deriva all'uomo dalla sua natura, dalle sue qualità, e insieme rispetto che egli ha di sé e suscita negli altri in virtù di tale sua condizione: comportarsi con dignità; una persona priva di dignità; difendere la propria dignità | decoro, rispettabilità: la dignità di un'istituzione | aspetto nobile e severo: la dignità di un volto
2 grado, ufficio elevato: dignità cardinalizia | spec. pl. (rar.) persona insignita di un'alta carica
3 (ant.) principio filosofico generale; postulato, assioma.

Leggo le definizioni.
Penso un po'.
Tiro qualche somma e mi convinco che sto perdendo l'uno e l'altra.

Buonanotte, scrittori del terzo millennio.

sabato 27 giugno 2009

Il maturando immaturo

Correva l'anno 1999.
Ritornava l'"Esame di Stato".
Non chiedetemi perche', ma questa dicitura ha un che di fascista.

Son passati dieci anni e, se penso a tutto quello che ho combinato in questo ultimo decennio, mi vien da ridere.
Comunque.

Non avevamo un'idea precisa di quello che sarebbe potuto succedere li' dentro.
Anzi, diciamo pure che non avevamo idee.

Via con il carosello dei ricordi.
Il primo giorno, la prima prova.
Eravamo nel cortile del liceo; dopo sei mesi di stop, ricominciai a fumare.

DRIIIIIIN
Entrammo.
Prima prova.

Scelsi il tema di carattere storico.
Svolgimento scolastico, lineare, una sbavatura (una citazione non approfondita), forma, direi, impeccabile. (Nessun segnaccio rosso, solo una graffa, che indicava la citazione).
Presi la sufficienza. Perche'?

Che cosa ricordo: alla fine della mattinata, molto ingenuamente, presi i fogli della brutta e li infilai nello zaino. Cosi', senza pensarci.
La professoressa di storia e filosofia (esterna) mi vide e mi fece un culo della madonna. Ando' avanti una decina di minuti a redarguirmi e a dirmi che avrebbe potuto invalidarmi la prova e cose cosi'. Mah.
Porsi le mie scuse e me ne andai borbottando.

Dal giorno dopo l'ebbi sempre attaccata al culo.

Seconda prova.
I quattro quesiti matematici.
Un cacaio. Un immondo e gigantesco cacaio.
La nostra professoressa (interna) ci disse che per la sufficienza sarebbero bastati un esercizio e mezzo. (e anche qui...)
Non so come, non so chi, non so quale santo guardo' giu', ma ne portai a termine due.

Terza prova.
E chi se la ricorda? Voglio dire: non ricordo i quesiti.
Presi 14 su 15. Bah.

Andai all'orale con un punteggio cosi' cosi'. Non mi aspettavo di prendere chissa' quale voto. Non me lo meritavo. Non ero uno studente modello, non studiavo e gia' pensavo al mio futuro in terza liceo, accantonando tutti i manuali (tranne quelli di letteratura latina e italiano. I miei amori segreti e perduti.)

Avrei potuto sostenere un buon orale. La tesina era carina, il quinto anno l'avevo ripassato per bene.
Entrai in aula.
Tra gli spettatori c'erano Stefania e Daniela (rispettivamente ex e sorella dell'ex).

Iniziai proprio da storia e filosofia, con il beneamato Fichte 'e stucazz.
Arrivato al terzo principio, commisi l'Errore. "L'io puro oppone nell'io all'io divisibile un non-io IN-divisibile".
La professoressa mi guardo'. "Divisibile".
Io: "In-divisibile".
Lei: "Divisibile".
Io: "..."
Lei fece un cenno con la testa, che sembrava quasi dire: "dove vuoi arrivare?!"

Parentesi.
Non so per quale cazzo di assurdo motivo, il giorno dell'orale caricai il mio zaino con tutti i libri di scuola e tutti i miei quaderni con gli appunti. "Tutti i miei quaderni" e' un'espressione un po' forte. In realta' erano tre: quello di filosofia, quello di italiano e quello di latino. Non prendevo altri appunti...
Chiusa parentesi.

Insomma. Mi chinai sullo zaino e, a quel punto, un silenzio di morte avvolse l'aula.
Sentii distintamente le voci sommesse di Stefania e Daniela "Ma che cosa sta facendo?!?".

Voila'. Dopo 5 secondi netti, l'Abbagnano-Fornero ed il mio quaderno erano sulla cattedra...
(no, dico: ma saro' stato coglione o no?!?)
Ecco Fichte sul mio quaderno: il terzo principio era scritto cosi' come l'avevo enunciato. Sull'Abbagnano-Fornero... no.
...
...
...
Parentesi.
Venni interrogato di filosofia in ottobre, ai tempi di Fichte.
Mai ho preso gli appunti in maniera sbagliata (che non c'e' cosa peggiore di scrivere quello che NON viene dettato dal prof.)
Enunciai (e dopo spiegai) quel principio esattamente nello stesso modo in cui lo feci il giorno dell'orale. Con quel fottuto IN nel mezzo.
La nostra prof. detto' cosi'. Io scrissi cosi'. Io dissi esattamente cosi'. Nessuna correzione.
A distanza di pochi giorni venni tormentato da tutti: "MA ANDARE A RIPASSARE SUL LIBRO NO, EH?"
La vera verita'? Fichte lo sapevo veramente a memoria. Non lo ripassai nemmeno.
Chiusa parentesi.

Insomma.
Da li' inizio' la caduta in volo libero, verso una piana ricoperta di cactus. Gnorsi'.

La professoressa smise di parlare ed io commisi il secondo Errore. Pensai di essermi salvato.
ahahahahahahahahahahahah

Il presidente della commissione era un professore di italiano.
La professoressa di italiano era esterna.
Parlai de "Il cinque maggio" del Manzoni.
Conoscevo a memoria il testo, l'avevo studiato bene, ma ero nervoso e ormai fottuto e ormai senza alcuna speranza e caddi.

Caddi sulla figura di Napoleone, sulla predestinazione, sul fatalismo, sulla figura di Dio, sul ruolo di Napoleone nella storia.
In buona sostanza, riuscii a dire che Napoleone era uno strumento nelle mani di Dio (qualcosa del genere. A pensarci adesso, mi guarderei allo specchio e mi sputerei in un occhio).
Cosi' il presidente mi chiese: "Ah, quindi Dio ha usato Napoleone per massacrare le persone?".
...
La fine.

Incredibilmente, mi risollevai proseguendo con le materie scientifiche.
Bah.

Solo dopo un anno, venni a sapere che la professoressa di inglese ed il professore di educazione fisica si erano battuti come prodi valorosi per non farmi segare.
Gia'.

All'orale, una fighissima insufficienza per farmi raggiungere i 60/100.
Raccontai a mio padre quello che era successo.
Mi disse parole irripetibili.
Raccontai l'accaduto al nostro ex-preside (il preside con la "p" maiuscola. Ando' in pensione l'anno prima della nostra maturita')
Si mise a ridere. Mi guardo' e mi disse: "Ruggero, solo una cosa: non fare questo all'universita'." Era un signore, il buon Franco.

Ecco.
Scritto e finalmente lasciato fuori. Spero fuori anche dai miei incubi.

venerdì 26 giugno 2009

Interiezioni

Se chiedessi a Riccardo: "Ti piace la parola "interiezione"?", lui mi risponderebbe: "Non so di che cosa parli". Io ribatterei: "Ora via!" e lui, placidamente, tornerebbe a rispondermi: "Ah, be', so che cos'e', ma non la uso da 15 anni..."

Il prologo non serve a un cazzo.
Sta di fatto che ho cancellato un'interiezione da questo blog.
Non serviva nemmeno lei.
Anche se urlo "Vaffanculo!", l'umore non migliora.
Devo stare calmo. Non devo abbattermi.

Il tempo mi da' ragione: dopo una giornata di pioggia, finalmente e' tornato il sole.

sabato 20 giugno 2009

Lettere

Carta ed inchiostro mi mancano.
Penso a tutti i blog dei professori che sto leggendo ultimamente (i blog, non i professori) e provo un'invidia pazzesca.
Firmano il registro, mettono note, correggono compiti e sicuramente scrivono i propri appunti estemporanei su pezzi di carta volanti. Forse mi sbaglio, ma certamente fanno un uso piu' massiccio dei vecchi mezzi di scrittura.

Lettere.

Cosi' penso che, nei momenti piu' grigi della mia vita, sono solito tirare fuori carta e penna e scrivere. Scrivere "come non facevo da anni".
Non e' importante il destinatario di queste lettere.
La persona importante e' il mittente: io.

Lettere.

Sono cariche di una tristezza unica, pregnante, tanto da far grondare i fogli di lacrime, se strizzati.

Lettere.

Questa sera ne ho scritta una.
Ne ho scritte di migliori, devo ammettere. Ne ho scritte di piu' tristi, ma forse non cosi' sincere.
Ecco: credo di aver scritto la lettera piu' sincera dei miei ultimi dieci anni.

Lettere.

Non importa il destinatario e non importa la lunghezza.
Hanno, tuttavia, un unico punto in comune. Sempre.
Non vengono mai consegnate.
Restano li', per le mie risate future, per i miei "ma pensa tu".
Stanno li'. Giacciono. Sembra quasi che si guardino e che si chiedano vicendevolmente: "Ma a te quando ti ha scritta, quel folle?" "Eh, piu' di un anno fa. Dovevate vederlo: era uno straccio pieno di whiskey, a malapena riusciva a reggere la penna. Uno schifo.
L'unica cosa buona era il suo cuore. Sincero."

Lettere.

Insomma, stanno li' e sembra non facciano nulla per far capolino tra le altre carte piu' o meno importanti. Si lasciano accarezzare e piegare dal tempo.
Hanno un unico punto in comune con i miei pensieri e le mie convinzioni: vengono smorzate e ridimensionate con il passare degli anni.

Quest'ultima andra' a dormire insieme alle altre.
Stara' li' e fra qualche tempo la tirero' fuori e, come al solito, ridero' di me e mi chiedero': chissa' che cosa sarebbe successo se l'avessi consegnata...

venerdì 19 giugno 2009

Presepio o presepe?

Che poi, se abbandoni la pigrizia e consulti il dizionario, scoprirai che "presepe" e' la forma meno comune.

Comunque il sottoscritto ha sempre detto "presepio".

Ok.
Non e' Natale, non e' nemmeno iniziato l'avvento.

Ogni volta che torno qui, quasi non credo a quello che riesco a trovare.
La pulizia compulsiva e' all'ordine del giorno.
Mami' e Papi' scassano le balle, perche': "Eh (e' un vizio di famiglia. L'"eh", dico), qui non ci sta piu' niente. E tra un po' usciremo noi da questa casa e bla bla bla". Ok, son teatrini piuttosto comuni.

Infatti non e' questa la cosa che mi turba.

Insomma.

Sono andato insieme al mio babbo in garage.
Lui inizia a rovistare e trova una borsa da cestista.
Dentro avrei dovuto trovarci, che so, la divisa della squadra?
Un pallone? Un paio di calzini non lavati e li' giacenti dal 199...? Ehm...

No, niente di tutto questo.
Vano superiore: bottiglie di spumante et similia...
Vano per le scarpe: una moltitudine indefinita di pacchetti di marlboro. Da venti e da dieci. Qualche 100's.
Pieno. Saranno stati trecento pacchetti di sigarette.
Avevo le lacrime agli occhi.
Be', in questi casi si dovrebbe stringere il cuore, no?
Mi si sono stretti i polmoni. Cazzate a parte.

Ho salvato due pacchetti. (Uno da venti ed uno da dieci)
Su questi pacchetti non c'e' ancora il vessillo di re morte (si', quel cazzo di avviso scritto a caratteri cubitali, che se ci avessero messo il Jolly Roger avrebbe fatto meno effetto). 'Gnorno.

Su questi pacchetti c'e' un ancora timido "nuoce gravemente alla salute". Cosi'. Timido. Della serie: non scriviamolo troppo grosso, altrimenti i fumatori ci prendono per pazzi.

Ho letto la quantita' di condensato: 12 mg. Nicotina: 0,9 mg.
Ho ancora un pacchetto, da qualche parte, con nicotina a 1 mg e nessuna scritta intimidatoria. Domanda: ma da quanti anni fumo?!

Vabbe'.

Stavo dicendo? Adesso mi ricordo.
Quei pacchetti (non credo siano tutti), li ho fumati durante l'anno di servizio civile.
Ero una candida, incredibile, indicibile, irrecuperabile testa di cazzo.
Cosi', quando tutti si preparavano per festeggiare il Santo Natale (per intenderci: la nascita di Ccesu') anche io facevo la stessa cosa.

Nulla di strano, eh?
No. Se non per il fatto che il mio presepio era sponsorizzato dalla Philip Morris Inc. ed era interamente costruito con pacchetti di Marlboro rosse.
'Gnorsì.

Un giorno, Suor Mirella entro' nel mio appartamento. Guardo' il presepio.
Guardo' me. Guardo' le bottiglie di alcoolici sparse per la casa.
Guardo' me. Scosse la testa. Disse: "Obbbbiett"... Ando' via.

Il resto dei ricordi?
No, davvero: a ripensarci mi vien da piangere.

Cose cosi'.

mercoledì 17 giugno 2009

due cose

Sara' questo maledetto raffreddore; si', sara' sicuramente colpa sua: non ho proprio voglia di mettermi in viaggio.

Ora avrei voglia di fare solo una cosa: prendere un sacco di coccole.

lunedì 15 giugno 2009

xlr

All'occorrenza, bisogna sapersi improvvisare saldatori.
'Gnorsì.

I nostri 25 metri di cavo aspettavano lì, immobili.

Ora: non sono proprio un mago delle saldature, ma devo dire che le prime due mi son venute da dio.
Peccato per un piccolo particolare: avevo dimenticato di inserire il cappuccio...

PD. No, non è Padova, è un'altra cosa.
Taglia il filo, ri-mettiti a saldare et voilà: una merda.
Era normale. Doveva per forza andare così, non v'era possibilità alcuna di replicare l'opera d'arte.
E insomma.

Così ho avuto anche la possibilità, tra un lavoretto e l'altro, di sentire le lamentele di una delle impiegate dell'informagiovani.
Povero assessore. All'assessore piace assai "il telematico" e così investe.

Ci chiede un preventivo, lo approva, paga.
Qualche tempo dopo dice di aver pagato con i soldi dei contribuenti.
I contribuenti si incazzano.
L'assessore vuole smantellare tutto.
Rik dice: "Prima mi paghi, poi faccia il cazzo che vuole".
E ci mancherebbe.

Ok, ok. Chiusa parentesi.

Rik ed io ci siamo scottati con il saldatore. Maremmaputtanissima.
Rik si è proprio strinato un avambraccio e poi ha preso una scarica elettrica alla bocca, usando il microfono della saletta per le conferenze. Non male.
Credo che l'impianto non sia tanto a posto. Non so: è un'impressione...

Fine. Sono un po' stanco.

Aria...

Informagiovani 2 - Il ritorno.

E penso a te...

venerdì 12 giugno 2009

Stacco?

Oggi pomeriggio son riuscito ad uscire da questo cazzo di ufficio. 'Gnorsì, ce l'ho fatta.
Sono stato all'Informagiovani di Arezzo.
La cosa (il nome del posto, intendo) di per sé mi fa ridere.
Chissà come mai.
Dopo svariati anni mi son ritrovato a passare cavi di rete, cavi audio et similia, attraverso corrugati, in sale degne degli scatti di ste_peg.

Ma non ho staccato davvero. Pensavo alla manualità, ai piccoli gesti che rendono felici le persone.
Pensavo all'intrecciarsi di collanine e di fili usati per unire le perline; a cose così, insomma.

E poi? Eh. Poi ho visto il manifesto del playfestival (o come cazzo si chiama) di Arezzo.
Tre nomi? Tre nomi, vai, giusto per:
Vinicio Capossela, Marta sui tubi, Tracy Chapman.

Se avessi letto un manifesto del genere qualche tempo fa, avrei elargito, al primo passante, un sonoro "VAFFANCULO! CAZZO, VAFFANCULO!". E invece? Invece niente. Silenzio. L'occhietto era un po' vitreo, ma non perché fosse freddo (o perché fossi fatto). Era piuttosto umido (si può dire "umido"?). Come una piccola finestra in una sera d'inverno, una finestra attraverso la quale, nonostante la malinconia, ancora si riesce a guardare.

E ho pensato. Ho pensato che non voglio più incazzarmi, che non devo cedere il passo alla stanchezza, che non posso perdermi le meraviglie che il mondo mi offre (anche se lo fa in un modo tutto suo e per niente semplice).

Ho incontrato due futuri sposi. Il nome di lei è Elisa. Posso frantumarmi dalle risate?
Li avevo conosciuti ad una festa. Bellini, non c'è che dire.

Ho aiutato Riccardo, ma, prima che succedesse tutto questo, sono uscito dall'automobile come avrebbero fatto Bo e Luke di Hazzard, ma senza i loro capelli.

Insomma. Ho staccato, ma non più di tanto; ché i pensieri migliori, comunque, sono altrove, insieme ai respiri che tanto mi mancano; e certamente non li perdo di vista.

Sì, ho usato le lettere accentate. Per un attimo ho voluto lasciare da parte l'anima del sistemista (quella che non si fida delle codifiche dei caratteri).
In fondo, questo è un estemporaneo (anche se non porta quel nome ed anche se mi ero ripromesso di non scriverne altri).

Un sorriso.

mercoledì 10 giugno 2009

Inizia con R

e finisce con inconglionito.

Un'ora al telefono con il personaggio piu' strambo di TI.
Quello che dovevo fare, l'ho fatto. Mah, almeno in parte.

Ora? Vorrei tanto dormire.
Ora? Vorrei tanto averla qui, tra le mie braccia.
Ora? Vorrei solo poterle dire cio' che,
partendo da un piccolo spazio tra atrio e ventricolo (sinistri),
arriva a scaldare le mie labbra.

Mi manca.

rpm

Maledette siano le distribuzioni basate sull'installazione dei pacchetti rpm.
Perche'?
Sfido qualunque sistemista: non riuscira' a trovare un cazzo di tutorial in grado di spiegargli esaustivamente e chiaramente l'installazione di pacchetti che non siano gia' belli e pronti.

Cosi', qualche minuto fa...

"Rug, ce l'hai un attimo? E' da stamattina che son dietro all'installazione"
"Che palle."

Non so. Ormai ho lasciato da parte anche la minima predisposizione all'ascolto.

"Arrivo".

Dopo tre minuti netti: "Ecco, ora puoi configurare e andare avanti".

Dopo un po', comunque, ci si rompe i coglioni a fare il Signor Wolf.

martedì 9 giugno 2009

Dalla fenomenologia all'apologia

Ieri mi e' stato inviato questo link.

Nella mail c'era scritto, tra le altre cose, "Da leggere con la mente aperta e senza partigianerie, sono scritte da gente intelligente[...]".

Premesso che, in un altro posto, ho scritto che dell'intelligenza, senza la ragione, ci si puo' pulire il culo, avrei un paio di note da aggiungere.

Quando leggo certi articoli, la prima cosa che penso e': magari al bar, o tra pochi amici, queste cose son gia' state dette e ri-dette. Sicuramente i miei toni son piu' accesi e le mie parole piu' colorite.
Mi sembra, tuttavia, che il rischio di passare dalla fenomenologia di un personaggio all'apologia dello stesso, sia piuttosto elevato.

Per spiegare una situazione, come al solito (ed in parte e' giusto), si riconducono gli elementi dell'analisi ai dati di fatto.

Bene.

No, bene un cazzo.
Per natura, non amo rimanere fermo e, dalla mia, ho il sogno.
Ho l'innocente illusione di poter cambiare le cose e di non rimanere un gabbiano che non tenta piu' nemmeno di volare.

Alla fine, sembrerebbe quasi obbligatorio giustificare (oltre che ringraziare(?!?)) un personaggio come il premier per il suo atteggiamento, piuttosto che armarsi di penna o voce e decidere di soverchiare un ordine (non solo di idee) che ci (mal)governa.

Tutto e' incentrato su FINANZIATORI e POLITICI. Questo mi sembra riduttivo.
A distanza di anni, mi rendo conto di aver sbagliato; di aver sottovalutato la storia che, un po' per una tipica forma di giovanile indolenza, un po' perche' proposta MALE, non ho studiato come avrei dovuto.

Solo una cosa (non) rispondo a questi signori: a ben vedere, in Italia, non e' Berlusconi e nemmeno la sinistra ad avere introdotto il culto del potere e del dio danaro. Mannaggia il clero.
Ah, quasi dimenticavo: all'epoca, gli americani (quelli finti) non esistevano nemmeno.

Ieri mi hanno dato del "reazionario sovversivo". In effetti, a pensarci bene, uno dei pochi sistemi per debilitare il sistema, e' colpire la radice del male.

Scritto questo: potrei anche essere d'accordo (sicuramente non con chi ha scritto il primo articolo), ma sta di fatto che dall'analisi, si e' passati (direi in maniera piuttosto evidente (o mi sbaglio?)) alla difesa.

Comunque, anche grazie a quelle parole, avro' la possibilita' di documentarmi, che peggio non e'. Anzi.

ma...

LOL

lilybulle mi ha lasciato un commento in italiano.
Forse che debba lasciargliene uno in francese?

mumble

dai sette agli otto minuti

E' il tempo che impiego per arrivare alla mia amatissima sede di lavoro.
Obiettivamente, sono pochi minuti di strada, ma in questi pochi chilometri (che io preferisco condensare in minuti, poiche' non so esattamente quanti siano), si nascondono mille insidie.
Prima tra tutte, la pattuglia dei carabinieri. Anzi: due pattuglie: una all'inizio del percorso, una alla fine.
Arrivo in ufficio e sono gia' snervato. Davvero.
Stamattina, al posto del solito cemento stanco del nostro piazzale, c'era un bel TIR della Bartolini.
Non ho bestemmiato.
No.
Davvero, dico. Ce l'ho fatta.
L'omino (il simpaticissimo fattorino Bartolini) era venuto per consegnarci "non so quante tonnellate" di cancelleria et similia.
L'ho guardato (era gia' stanco): "Vuole una mano a portare su qualcosa?"
"Ma si', se non le dispiace"
(beh: mi hai occupato il piazzale parcheggiando come un assassino, dovrei esser si' dispiaciuto).

Sale le scale: "Ah, maledette scale!"
Io, con il mio toscanaccio: "De' e le scale fan bono!"
"Si', a chi non le fa"...

Iniziamo benissimo la giornata.
Comunque, ad onor del vero, il fattorino non era pulito. Ma questa e' un'altra storia.

lunedì 8 giugno 2009

-ista

... continuare a sentire e leggere determinati appellativi, mi atterrisce.

Ma pensa tu...

Avrei il piacere di (non) confrontarmi con certi giovani, ponendo loro una sola domanda (fatta, ovviamente, una debita premessa):
"su base documentale (o quantomeno "statistica"), mi sapresti dire perche' Berlusconi dovrebbe rimanere al governo?
Voglio dire, se non mi capisci, perche' l'hai votato e che cosa ha fatto il cavaliere PER TE?"

Invece no. E' piu' facile fare i vanagloriosi e parlare dei comunisti che sono matti, che sono stolti, che sono comunisti.
"Qualcuno era comunista"


Poco meno di un'ora fa, discutevo, piuttosto animatamente, con Francesco.
Gli ho dato, scherzosamente, del "fascista". L'ha capito.
Son seguitati un "camion-ista" ed un "chitarr-ista".

Il confronto e' un'altra cosa.
Il dialogo e' nel confronto e viceversa.
Non e' in una parola, o in un insulto.

Ciao, Signor G. :')

mumble

Liberta' di pensiero e di espressione.

Cosi', mi diletto tra articoli ufficiali e no

Intanto, i risultati delle "amministrative" iniziano a farmi impallidire e non capisco, non capisco davvero, dove cazzo siano finite, in quale sporca fossa biologica, le persone che tanto hanno parlato e che, alla fine, son rimaste a casa a non esprimere la propria preferenza.

Andiamo avanti.

Perche'...

... mi devo incazzare?

Insomma.

Nel corso della celebratissima era berlusconiana, i mezzi di comunicazione ci hanno offerto uno spaccato piuttosto variegato, per cio' che concerne le preferenze dell'amato popolo italiano, in ambito politico. (Amaro e' pensare che la mia sia quasi una bestemmia)

E poi? Ci hanno imbottito di qualsiasi cosa: ritorni in televisione di presunti personaggi scomodi, convegni, manifestazioni, contratti con il popolo italiano, promesse, notizie d'attualita' piu' o meno sconvolgenti, divorzi, morti illustri, morti mancate...

E' sufficiente fermarsi al bar a fare quattro chiacchiere, per notare che, in qualche modo ed in qualche misura, si sono generati alcuni dissapori tra gli aventi diritti al voto e la classe attualmente governante. Scritto cio' (e cio' nonostante): Berlusconi ha ancora il consenso (potrei addirittura quantificarlo, scrivendo "largo") degli italiani.

Stando a quanto riportato su alcuni quotidiani nazionali, il premier sarebbe deluso.
Ha gia' comunicato, tuttavia, che gli italiani sono ancora con lui.

Non e' ancora chiaro il suo modo di agire?

Gli roderanno i coglioni. Stara' via per un paio di settimane. Tornera' piu' alto e piu' giovane di prima. Si presentera' a "Porta a porta", con una piccola risma di fogli bianchi.
Dall'altra parte del tavolo "tecnico", ci sara' il Diliberto di turno, con tanto di documentazione .

Con i dati alla mano, gli verranno sbattuti i risultati sul muso.
Il suo sguardo sara' imperturbabile. Dopodiche' (chi gli sta di fronte non avra' ancora finito di parlare), sulla sua bocca botulinizzata, si stampera' quell'espressione sorridente sua e tipica.

Impugnera' la penna ed iniziera' a scrivere le sue percentuali sul foglio bianco e, dopo avere schiarito la voce, dira': "Effettivamente devo ammettere che la vittoria non e' stata quella prevista, ma in Puglia, ad esempio, abbiamo ottenuto il 45,salcazzo percento dei voti (o consensi)!!!".
A quel punto scrivera' a caratteri cubitali la percentuale (che sia vera o meno, non e' rilevante. Il fine e' quello di far presa sulla solita folla).

Dopodiche' disegnera', intorno alla percentuale, un bel cerchio (o un quadrato: dipendera' dall'ispirazione del momento), per attestare la presunta veridicita' delle sue parole e per rimarcarla, se necessario, sulla pelle degli italiani che, in quel momento, staranno assistendo all'ennesimo dei suoi meravigliosi giochi di prestigio.

Perche' e' cosi', al di la' degli impegni e delle sue reali capacita' politiche.

E certi articoli di giornale non fanno altro che rimarcare quanto i nostri cervelli migliori stiano ancora dietro a determinate buffonate, a giochi di corte visti e rivisti.

Una cosa e' certa: le cose non sono cambiate e, forse, la verita' piu' cruda e' che, in Italia, non abbiamo ancora una valida alternativa (sia essa di destra o di sinistra) a Berlusconi.

Pero'... e' un simpatico burlone.
Ma vaffanculo.

domenica 7 giugno 2009

Che pena

cristosantissimo...

Nell'articolo v'e' l'esatta considerazione che feci io qualche tempo fa, quando ancora qualcuno mi veniva a dire che "Dai, in fondo e' simpatico..."
Si', come 'n dito ar culo coa sabbia...
Che miseria.

X

Per dire: nemmeno sapevo come funzionava la faccenda della "X".
Ho votato, tuttavia.
Credo sia stato il voto piu' utile degli ultimi anni.
Altro che "maggioranza minga la maggioranza".
E, finalmente, ho votato chi volevo votare.
Sono soddisfazioni.

sabato 6 giugno 2009

...

Panni sporchi, polvere, cibo, film, libri, votazioni.
Qualcosa da fare. Sicuramente avrei qualcosa da fare.
Non ho voglia.
Fisso il monitor del portatile.
Insolitamente, penso alle parole da scrivere.
Ho dato principio alla visione di "Delicatessen".
Non mi piace. Nel suo insieme.
Ho tagliato parte di un documentario, per farne un video
da caricare su youtube.
Ci ho messo quasi due ore.
Non e' questione di incapacita'.
Non ho voglia.

venerdì 5 giugno 2009

2000

Duemila visite.
Mi piace pensare che questo posto avra' lunga vita:)

giovedì 4 giugno 2009

yawn

estate o no, oggi sto duramente accusando il colpo.
puttana eva che stanchezza.
due fottute (anzi: fuckin) ore e mezza.
non ce la posso fare.

eh?

zzzzzz
zzzzzzzzzz
zzzzzzzzzzz
zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz
ronf...
zzzzzzzzzzzzz
zzzzzzzzzzzzzzzzzzzz
zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz
ronf...
zzzzzzzzzzzzzz
zzz

Il grande freddo

Non di sole stronzate vivra' l'uomo.
Eppure son sicuro del fatto che questa frase, forse in un altro modo, sia gia' stata pronunciata.
Il pane come necessita'. Le cose futili come bisogni indotti.
Un salto indietro, per favore.
E cosi' proietto la mia vita in avanti.
Diciamo... vent'anni?
E trovo possibile un incontro con vecchi amici, compagni di scuola, perche' uno di loro ha perso la speranza.
Eppure son solo supposizioni. Il silenzio nasconde qualunque tipo di verita'.
Il silenzio gelido ha la tendenza ad atrofizzare qualunque senso di compassione.
Svanisce la comunicazione. Svanisce il senso di qualunque tipo di rapporto.
E forse (poiche' piu' di nulla son sicuro), e' necessario un terremoto per risvegliare un sorriso, un'idea, un ricordo, una nuova speranza.
I pensieri son molti di piu'. Le sottili similitudini? Svariate.
Rimarranno con me, da oggi. E con chi sapra' afferrarle.
No, le ha gia' afferrate.
Musica...

mercoledì 3 giugno 2009

Bad biology

Devo assolutamente scrivere la trama di questo film.
Devo dare una forma a questa cosa, che forma non ha.
Foss'anche una forma del cazzo. (appunto).
Vediamo un po'...

Lei: E' una fotografa. E' ossessionata dal sesso. Adesca gli uomini dicendo loro che vorrebbe, una volta per tutte, trovare un (fuckin) uomo che la (fuckin) ami davvero.
Seguitano: trombate, foto durante le (fuckin) trombate, (fuckin) omicidi.
Molto originale.
Lei ha un piccolissimo difetto genetico: rimane incinta e partorisce dopo un paio d'ore.
Molto (fuckin) fantascientifico. Colpa del (fuckin) metabolismo (dice lei).

Per un (fuckin) caso fortuito della vita, lei incontra finalmente l'altro protagonista.
Un (fuckin) John Holmes dei poveri, che ha grossi problemi con il suo (fuckin) pisello.
Il pisello del (fuckin) protagonista ha un'anima. Gnorsi': ha una propria identita'.
(C'e' una scena in cui lui lo schiaffeggia per farlo stare buono. (fuckin) fun & dramatic).

Lei (la malata) spia lui, mentre il suo pene (badate bene: il suo pene, non lui) si tromba una donna e vuole che le venga riservato lo stesso (fuckin) trattamento.

Colpo di scena! Durante la notte prima della agognata (fuckin) trombata, il pene scappa!
Si', avete letto bene: il pene scappa e se ne va in giro a fare il puttaniere.

Torna a casa stremato. (?!?)
Lei non ci sta e lo rianima. Dopo dieci finti secondi di (fuckin) panico, viene posseduta selvaggiamente dal membro.
Lui, nel frattempo, muore.
Lei, dopo la trombata, muore, ma ha tutto il tempo per partorire un mostro (a detta delle trame che si trovano su internet).
Un cazzettino con bocca e gambette, il quale, una volta uscito dall'origine del mondo, prende e se ne va (direi anche piuttosto contrariato).

Fine del film.

lunedì 1 giugno 2009

Genesi e mistero

Non agisco cosi' per una sorta di vizio formale.
Agisco cosi', perche' questo e' il mio modo.
Non mi piace sciorinare la mia cultura e, men che meno, le mie sensazioni.
Ripeto: e' il mio modus vivendi.

Ho sempre ritenuto piu' stimolante gettare uno spunto; vale a dire lasciare una interpretazione piuttosto libera al fruitore delle mie parole e delle mie immagini.
Oggi ho (non cosi' esaustivamente) spiegato la genesi di una mia foto.
E' stata una spiegazione veloce, satura di ellissi. Satura di ellissi. Sorrido.
Il "non essenziale", per me, e' fondamentale: e' cio' che spesso le persone non valutano, proprio perche' ritenuto inutile. Ecco soddisfatta la mia voglia di restare comunque piuttosto criptico.
In fondo e' una delle mie vocazioni: stimolare la fantasia degli altri, rimodulare la mia visione delle "amate cose", affinche' le "scripta" non commettano l'errore madornale di attestarle per sempre su carta (o qualsiasi altro tipo di supporto) come se fossero lapalissiane verita'.

Ognuno di noi nasconde, coltiva e trasforma un universo interiore agli altri sconosciuto.
Continuo a pensare che non tutti meritino la chiave d'accesso.
Ecco perche' il mio mondo continuera' ad essere protetto da chiavi di cifratura piuttosto complesse.

Magari, poi, un giorno ti ritrovi su un treno e racconti la tua vita come se fosse la lista della spesa.
Ma questa e' un'altra faccenda.

Comunque.

domenica 31 maggio 2009

Discriminazioni

La preghiera del matto

Gia'.

giovedì 28 maggio 2009

Che cosa vuoi fare da grande?

Mah, sostanzialmente, inviare raccomandate con ricevuta di ritorno ed anticiparle via fax-.-
AAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH

Il buontempone al noc - secondo atto

Perche' io, fondamentalmente, non vengo censurato...

... e fu cosi' che decisi di lasciare un bel promemoria minatorio al buon Cacurrino:

"SE FOSSI IN TE,

MI GUARDEREI LE SPALLE

PRESTA ATTENZIONE, AMICO...

firmato

UN AMICO
(DELL'AMICO...)"

Cacurrino torno' e mi disse "Grazie, mi hai risollevato la giornata"

Sono soddisfazioni.

Comunque.

AbortSystem

Una nuova fine.

Dopo Bergamo, e' giunta l'ora anche per Prato.
Si parla di centrali, non di citta'.

E' strano.

Last login: Mon May 25 16:03:25 2009 from xxx.xxx.xxx.xxx
Have a lot of fun...
dct@c0:~>

../bin/AbortSystem
WARNING..... System Halt Requested...
Are you sure (Y/N)? Service will be stopped and will not restart!Y [ENTER]

c0:~ # shutdown -h now [ENTER]

Broadcast message from root (pts/4) (Thu May 28 12:50:11 2009):

The system is going down for system halt NOW!

L'ho uccisa.

E Dio solo sa che cosa ho appena spento e buttato via del mio passato.
Bergamo era solo un'appendice.
Prato e' stata piu' di una radice.

Cose cosi'.

mercoledì 27 maggio 2009

Mah

Stavo scrivendo qualcosa, ma d'improvviso mi si e' allagato l'ufficio.
boh.
Mi tornera' in mente.

Fine primo atto

Da qualche ora, mi ronza nella testa una vecchia canzoncina di Paolo Rossi: "Ad Hammamet" (contenuta nell'album "Hammamet e altre storie").

E insomma.
Vado su youtube, cerco la canzone e me la riascolto.
Tra i "link related", trovo questo.

Ho smesso di guardare la tv diversi anni fa, in occasione della tragedia delle torri gemelle.
Ero rimasto affezionato, tuttavia, ad alcuni programmi:
"Il fatto" di Enzo Biagi e "Palcoscenico".
Ora: tu resti sveglio a guardare la tv fino all'una e mezza e poi 'sti figli di puttana fanno scattare la censura.

Me lo ricordo come se fosse successo ieri.
A casa mia, tra gli altri dvd, campeggia "Stasera si recita Molière".

Fanculo alla tv.

martedì 26 maggio 2009

Affari regolamentari

... perche' certe espressioni servono, sostanzialmente, a riempirsi la bocca.
Ecco a che cosa servono. E servono a farmi controllare prezzi, interconnessioni, ma, soprattutto, a farmi scrivere raccomandate.
Nel 2009.
Io. Voglio dire: io, tecnico di commutazione (e de tanti artri par de cazzi), mi metto a scrivere raccomandate.

Che gioia.

Ma 'nnatevene affanculo, va'...

Comunque.

lunedì 25 maggio 2009

uhm

Cosi' e' molto meglio ()

domenica 24 maggio 2009

Ma no!

Ma che cazzo!

giovedì 21 maggio 2009

Corsie di vento

Soffia...
Il vento, dico.
E lei mi manca.

mercoledì 20 maggio 2009

Visioni e revisioni

... che poi non c'entrano un cazzo le revisioni.
Stavo pensando a tutti i film che ho ancora da guardare e riguardare.

cazzomerda (cit.)
Ho bisogno di un promemoria.
"Fight club"
"Totoro"
"Ponyo"
"Il grande Lebowski"
"Underworld"
"Frankenstein Junior"
"vari ed eventuali" (senza virgolette)
A questi, si aggiunga il concerto di Niccolo' Fabi.
Ma quella e' un'altra storia:)

Ecco.

lunedì 18 maggio 2009

Musica

Ricordo, con una certa commozione, gli anni passati a studiare canto al Brera di Novara.
Eravamo tanti, in una piccola aula in cui c'era tutto: insegnante, pianoforte e tante voci. Per lo piu' bianche.
Mi ricordo Paolo, che lanciava suggerimenti a destra e a manca e che, oltre ai classisci gesti di un vero direttore, usava suggerire le parole con smorfie ed altre cazzate che non si possono nemmeno nominare.
Devo dire che non abbiamo mai letto i testi, durante le nostre esibizioni.
Eravamo preparati, avevamo una memoria d'acciaio (anche grazie al nostro giocoliere di fiducia... aaaahah).

Questa sera mi son ritrovato a fare la Mariele Ventre della situazione.
Avevo intorno una decina di bimbi (dai 5 ai 10 anni), che avevano una voglia matta di cantare.

Ho lasciato perdere l'intonazione. Credo che la cosa piu' importante sia curare il loro desiderio di esprimersi, per poi passare al perfezionamento.

Correggerli, sarebbe stato come soffocarli.

Ero li', chino, a suggerire tutti gli attacchi ed a scandire il tempo. Come un vero maestro (si'... ah ah).

Quando hanno cantato "La mia banda suona il rock", e' scattato l'applauso.
Insomma: non e' una canzone facilissima. Melodia a parte, per quanto riguarda il tempo e' un po' difficilotta. C'e' di peggio, sicuramente, ma anche lei da' il suo bel da fare.

"Non la sappiamo"
Io: "Allora... fa cosi'..." gliela ho intonata e dopo son partiti.
Che meraviglia.

Non e' tanto la canzone in se', quanto la capacita' che la musica ha di aggregare.

E poi siam finiti a cantare Battisti (non sapevano mezza parola dei testi delle sua canzoni, ma alla fine han cantato "Acqua azzurra, acqua chiara", come se fosse stata la ninna nanna della loro infanzia).

Vivaddio. La musica c'e'.

venerdì 15 maggio 2009

Di ritorno

Mi piacerebbe scrivere tutto quello che porto con me, oggi.
Mi piacerebbe, ma qualcosa mi suggerisce di non farlo.
Custodire i sentimenti e le esperienze, a volte, puo' "far solo che bene".
Mi manchi, puttana eva.
(eh: lo so che la povera eva c'entra poco, ma e' puttana lo stesso. Ecco.)
Cose cosi'.

giovedì 14 maggio 2009

315

Ci sono cose che non possono essere lasciate in sospeso.

Sei li' e pensi a quanto sia difficile coordinare vita, lavoro, casa e salute.
Sono variabili, che appartengono ad un sistema complicato.
Piuttosto statiche, per certi versi, per altri, invece, dinamiche e, all'occorrenza, tendenti ad un'entropica pazzia.

Tachicardia, sangue alla testa, ancora tachicardia e ancora sangue alla testa.

Un messaggio, prima. Un abbraccio, dopo.
Via la tachicardia e via la collera.

Non sarei tornato a casa.
Odio lasciare le cose in sospeso.
Comunque.

mercoledì 13 maggio 2009

Il buontempone al noc

Oggi ho deciso di abbandonare il mio alter-ego misantropo.
Sono sceso tra gli uomini. No, non sono Cesu'.
Tra una "madonna" e l'altra, faccio scherzi telefonici (eta' cerebrale: due anni).

Driiiiin!

Cacurrino:"Dai, Rug, sei tu!"
Rug:"Rispondi!"
Cacurrino:"Pronto?"
Rug:"Sono l'hacker, sto per attaccarvi. Avete preparato lo sniffer?"

Sauro, a momenti, muore.

Driiiiin! (chiamata in ingresso per Cacurrino. Dall'altra parte: Luca)

Rug:"Allora mi dici come si fa?"
Luca:"Massi?"
Rug:"Cristo, mi dici come si fa? E' da dieci minuti che ti sto chiedendo una mano!!!"
Luca:"Dai, Ruggero, un fa' il bischero, passami Massi"
Rug:"Ma chi sei?"
Luca:"Dai, Rugge, son Luca. Sei al noc!"
Rug:"Ma che cazzo dici?! Sono nel mio ufficio. Hai sbagliato numero! Son davanti ad un server e sto lavorando con Riccardo. Dai, componi il numero giusto. Cia'." Click.

Dopo trenta secondi...

Driiiiin!

Cacurrino:"Pronto?"
Luca:"Massi, per caso Ruggero e' li' da te?"
Cacurrino:"No, perche'?"
Luca:"Mi ha risposto lui..."
Cacurrino:"Dai, magari hai sbagliato numero"
Luca:"No, no. Ho fatto il tuo interno"
Cacurrino:"Ce devono esse delle interferenze..."

Tornero' per l'attacco finale.

lunedì 11 maggio 2009

Due cose

Uno.
Dice quello che sembra che ce l'abbia fatta.
Come "a fare cosa"?
A configurare il nuovo router.
Bene.
Sono online, felice e contento.

Due.
Cacurrino: "In media stat virtus"
Rug: "In mediO, semmai. I "media" sono i mezzi".
Cacurrino: "Hai ragione!"
Rug: "Quanto mi fai incazzare quando mi dici che ho ragione. Abbello!!!"

E non lo so, sembra che qui stiamo friggendo con l'acqua. Tsk.
Argh.

Silenzio

A volte le richieste vengono esaudite.
Sembra (lo scrivo in silenzio) che da qualche giorno le persone abbiano smesso di chiedermi come va.
Sto decisamente meglio.
Non credo di essere arrivato a questo punto per dovermi spiegare agli altri.
E per "altri", intendo qualsiasi forma di vita umana in grado di incrociare il mio cammino.
La vita e' fatta di scelte.
Nel bene e nel male, si scelgono anche le persone.
Credo, fino a questo momento, di aver scelto bene pochissime volte.
Cicca e pensieri per lei.

domenica 10 maggio 2009

Cambio

Negli ultimi giorni ho fumato come un turco.
Non credo di aver fumato mai cosi' tanto in vita mia.
Non voglio smettere.
Mi piace fumare.
Pensavo, tuttavia, che sarebbe il caso di darsi una regolata.
Cosi', giusto per (mica per altro...)
Come fare?
Cambiare sigarette puo' essere un buon inizio.
A me le marlboro rosse piacciono troppo (ho pensato), comprero' un pacchetto di Camel.
Gia' dalla prima boccata, ho pensato .oO(no, questo pacchetto non finira' oggi).
Vediamo un po'.

venerdì 8 maggio 2009

Sconforto

"Non tutte le strade sono un percorso".

Strade o percorsi, che dipenda da noi o dalla triste signora, hanno comunque una fine.
Mi devasta ogni volta.
Sia che si tratti di uno sconosciuto, sia che si tratti di me o di qualcuno che mi e' particolarmente vicino.

Posso "sprecarmi" in analisi, spappolarmi il cervello, individuare, razionalmente, soluzioni.
Tutto questo non sara' mai sufficiente ad aprire la strada verso la felicita'.

Alla fine ci son sempre e comunque lacrime.
Non riesco a sorridere davanti ad una persona triste.

Le ultime due settimane sono state contrassegnate da eventi sconvolgenti.
Non so se il mio sia un difetto: assorbo. E l'unica cosa che riesco a fare e' piangere.

Mi chiedo a che cosa possa servire tutto questo.
Qualcuno mi diceva: "Rug, tutto fa esperienza"
Io rispondevo: "Si', magari fosse un "tutto" piu' bellino. Sai, non mi farebbe schifo".

Prendo, incarto e porto a casa.
I castelli son sempre piu' sabbiosi, in balia, come sono, di eventi che sconvolgono la vita e la morte.

giovedì 7 maggio 2009

E' tutto giu'

Risate sorrisi parole gesti sguardi respiri sospiri possibilita' invenzioni ce la faremo interruzioni.

E' tutto giu'.

Finestre comandi righe preoccupazioni stanchezza vortici desideri intervalli caffe' rotture di cazzo programmi imprevisti violenze.

E' tutto giu'.

Sonno coccole baci labbra pelle sogni distanza contatto amore passione gioco visioni affetto sussulti.

E' tutto giu'.

Stamattina vengo a sapere ch'era tutto giu' per via di un intervento programmato (PROGRAMMATO. PROGRAMMATO. PROGRAMMATO.) da Telecom. Nessuno ci aveva avvisati.

E' tutto giu'.

No, ma... son calmo.
VAFFANCULO. VAFFANCULO. VAFFANCULO. VAFFANCULO. VAFFANCULO.

mercoledì 6 maggio 2009

Dopo i 25 gradi

Si sta preparando.
Stasera verra' giu' il cielo.
Parecchio incazzato, mi sembra di capire.
Che palle.
Anzi, no.
Che pacco di coglioni.

e...

Non consegnai.

Orizzonti

Da bravo bambino (almeno da un paio d'ore), sto andando sul terrazzo a fumare.
Ero li' e pensavo alle distese (poco) sconfinate che mi si parano davanti agli occhi.
In fondo Arezzo e' posizionata in una conca e intorno ci sono colli (poggi) e montagne.
Guardavo il panorama dal terrazzino.
Flash.
Anni fa presi l'insana decisione di partecipare ad un concorso letterario.
Mi misi a scrivere di un ometto che aveva tutto. Persino un attico dal quale poteva dominare la citta'.
Era una storia triste.
Si'.
Quell'ometto, oggi, mi assomiglia.
Embeh?
Sara' passata una decina d'anni.
Quell'ometto aveva un nome.
Jack.

Redarguito

Oggi non ho parole, se non per raccontare il passato o cose di poco conto.
Per la prima volta, sul mio blog, comparira' Stefano.

S.:"Rugge', evita di fumare cosi' tanto in ufficio. Durante il fine-settimana, devo lasciare aperta la finestra..."
Rug.:"Hai ragione, Ste'. Abbi pazienza, in questi giorni sono nervoso abbestia..."
S.:"Capisco (hhhhhhhh), ma se passa qualcuno..."
Rug.:"Ok. Ho capito..."

In realta' il suo rimprovero non e' stato cosi' energico.
Non so, c'e' stima reciproca. Attenzione, oserei definirla.

E quello che e' successo dopo, finira' nel prossimo post.
Cose cosi'.

Special needs

Non so esattamente come sto.
Continuo a guardare il mare.
E forse parlo di colori,
perche' ancora ci credo.
Finestrino aperto, nell'autoradio i Placebo.
Al di la' del testo.
Al di la' del bianco e nero.

lunedì 4 maggio 2009

la porta

Scorrere con naturalezza.
Pensieri facili, metafore difficili.
Parole non ricercate.
Combinazioni.
Suoni e venti. Ondate di eventi.
Onde.
Stasera... le campane non hanno suonato...

Attraverso

Ricordi, sensazioni di varia natura, tra le quali predomina la fragilita'.
Non sono forte.

"Rug, che cosa c'e'?"
"Rug, che cosa c'e'?"
"Rug, che cosa c'e'?"
"Rug, che cosa c'e'?"
"Rug, che cosa c'e'?"
"Rug, che cosa c'e'?"
"Rug, che cosa c'e'?"

Guardate una persona e cercate la sua forma.
C'e' solo un particolare che non inganna e che vi sfugge: i suoi occhi.

Negli occhi v'e' l'eterno.
Negli occhi.
Luce, buio.
Negli occhi.
In fondo, ove dimora quello strano luccichio che non riuscite a spiegarvi.
Negli occhi e' scritto il nome.

Nel nome di una persona e' tutto il suo destino.
Ed io continuero' a scriverlo li', lo guardero' attraverso lo sguardo attento di chi mi ama.
Lo evitero' non guardandomi allo specchio, quando non saro' in grado di ascoltarlo.

"Rug, che cosa c'e'?"

Tirare dritto e' difficile.
"Tu vuoi delle risposte?"
"Io voglio la verita'!"

Ma come cazzo si fa?
Non siamo in un'aula di tribunale.
Non c'e' il lieto fine.
Non vince la giustizia.
Vince la verita'.
Ed e' una verita' che non conoscete e che non potete reggere.

Volete una risposta?
VOLETE UNA FOTTUTA RISPOSTA?
Se non sapete chiedere, non fatelo.
Ma volete una risposta.
Ok.

"Lasciatemi in pace, sto guardando il mare."

Ecco che cosa c'e'.

Musica...

Velocita'

Appena entrato in ufficio...

Rug.:"Sauro, mi faresti una cortesia? E' da qualche giorno che la mia adsl non e' piu' performante come prima. Potresti verificare? Non e' che per caso Lorenzo ha limitato la banda?"
Sauro:"Controllo. In effetti sul file c'e' scritto 8 mega, ma fammi verificare la configurazione."
Rug:"Eccazzo, era settata a 16..."
Sauro:"Si', in effetti e' 16 mega in dl e 1 in ul"
Rug:"Bene. C'e' saturazione? Ti assicuro che non va come prima"
Sauro:"No, no. Anzi: negli ultimi tre giorni siamo andati benissimo"
Rug:"Non capisco, allora"
Sauro (che riesce ad allontanare le persone dalla "metafisica" (Riccardo dixit)) dice:"Probabilmente un fulmine ha danneggiato il tuo doppino telefonico. Guarda caso, ci sono tre clienti nella tua zona che hanno avuto problemi simili ai tuoi"
Rug:"Maccheccazzo. Questo vuol dire che dovremo fare un test dalla centrale a casa mia per misurare la bonta' del collegamento... Cheppalle"
Sauro:"Puo' essere".

5 minuti fa

Sauro:"Ruggero, abbiamo sostituito una scheda. Vedrai che stasera non avrai problemi"

mumble

domenica 3 maggio 2009

Cosi'...

Sto ancora ridendo come un cretino.
Ho scattato una foto, pensando esattamente a cio' che ho scritto e a cio' che ho linkato.

Verra' il momento per postare qualcosa di piu' serio.
Fischietto.

sabato 2 maggio 2009

Il buio che non mi piace

Mi rendo conto che non puo' esistere tranquillita', se si pensa al riposo eterno.
Mi rendo conto che non tutti reagiamo allo stesso modo e che, di fronte a certi eventi, il senso di impotenza diventa quasi devastante. Opprimente.

Custodiamo parole, nella vana speranza che possano risuonare in eterno o nella vana speranza che un giorno possano tornare indietro con un suono diverso.
Catturiamo sorrisi ed espressioni, nella vana speranza che un giorno possano colorare di nuovo le nostre vite.
Quando? Come? Non e' questa la cosa importante.

Ritorno col pensiero a sei anni fa, ad un pianto straziante durato ore, ad un funerale dove c'era una "m" tatuata su un collo, dove c'erano due genitori irriconoscibili.
E piango adesso e piango per quel passato.
E' proprio vero: riusciamo a parlare tanto della vita, ma quando si tratta della morte, le parole prendono forma solo dopo aver attraversato un amaro oceano di lacrime.
E mi chiedo, si', che cosa cazzo posso saperne io della vita e della morte.

Titoli di coda (0:00-0:46)

Storia di una Regina

Ronzava sul mio terrazzo da qualche settimana.
Puntare all'aspetto, spesso, vuol dire non riconoscere il nome.
Si sa com'e': all'inizio c'e' un po' di sospetto e solo dopo qualche tempo, le porte vengono aperte.

Per puro caso avevo lasciato la scatola delle mie adidas la' fuori.

Ronzava sul mio terrazzo da qualche settimana.
Ad un certo punto non l'ho piu' vista.

Fumavo, come al solito, seguendo (con un po' di circospezione, ad essere sincero) i movimenti dei miei vicini (figo compreso).

Parentesi: sembra che il figo abbia una compagna.

Dicevo.
Fumavo e la vidi entrare nella scatola.
Le scarpe non son piu' li'. E' ovvio. Sarebbe, quantomeno, svenuta.

Non diedi peso, piu' di tanto, alla faccenda.

Nell'ultima settimana mi ha fatto compagnia.
L'altro-ieri mi son armato di coraggio e ho aperto la scatola.
La regina aveva gia' costruito il suo nido.
Ora: io so che cosa vuol dire avere uno sciame "in casa". Non e' bello.

Ho preso la scatola e l'ho portata su un poggio vicino a casa mia.
Si e' insediata, ha vissuto con me, ma ho voluto che fosse lo spazio aperto a prendersi cura di lei e nessun altro.
Se vorra', sapra' come tornare.

venerdì 1 maggio 2009

Sauron

A volte, le metafore si sprecano.
A volte si puo' raccontare qualcosa, senza stare a sottolineare in maniera marcata ogni singola azione.
Qualcuno conosce, qualcuno sa.
Questo basta.
Cosi' ero li' a pensare .oO(devo cambiare nome al macbook, come cazzo si fa?)
Trovo la via e poi cerco tutta un'altra serie di cose su google.
Spulcia di qua, rovista di la', scopro (che cazzo ne potevo sapere?) che mac os e' provvisto di terminal shell.
Ora: io son davvero un profano, ma vedere il terminale, beh, mi ha fatto fare salti di gioia.
La mia vita lavorativa e', in pratica, una riga di comando.
Ho gia' iniziato a personalizzare e a creare.
Alias, configurazioni, etc.
Eppure, sembrava un universo completamente sconosciuto.
Comunque.

giovedì 30 aprile 2009

Ma che cos'e'?

"Dai, dimmelo. Tu sai che cos'e'!"
"Io? No, davvero."
"Fai uno sforzo"
"mmmmmmmmmmmm"
"Stupido"
"Grazie"
"Da qualche parte c'era scritto, no?"
"Uhm... forse e sicuramente meglio"
"Che succede?"
"Mah, non lo so. Mi fa strippare. Uh, come parlo male"
"Gia'."
"Non so, e' come se fosse qualcosa che ci deve essere e che non ha un limite, diciamo.
Nel tempo, piu' che nello spazio"
"Vuoi dire... una specie di musica?"
"Eh, una specie".

Quando non sai cos'e', allora e' jazz

Mah...

Il source code e' sputtanato.
Sempre meglio un link di quei quattro coglioni.
Che nervoso.
E' faticoso gestire un blog...
uhm...

Ma siamo fuori?!

Dove c'era la scena iniziale di "Arancia meccanica", ora ci son quattro coglioni che giocano appalla!
Mettero' a posto.
Ma pensa tu, 'sti burloni.
-.-

mercoledì 29 aprile 2009

Dunque

Modifiche effettuate.
Cambio desktop (necessario)
Ingrandimento caratteri (necessario)
Riduzione drastica della luminosita' dello schermo (mi stavo abbronzando)
Il macbook del dio e' una scheggia.

Sono soddisfazioni.

on air...

... ma non ci sto capendo un cazzo!
E vai!!!
Vedo mele dappertutto :O

Marmoreo

La stanchezza ostacola le mie dita; eppure qui ci sono tutti i miei pensieri.
Posso affermare, dunque, di avere imparato a sintetizzare.
No, non voglio un applauso.
Anche se quei pensieri fossero chiari, non servirebbero ad un beneamato cazzo.

Corsi accelerati

Tasto destro -> proprieta'.
No, no, no.
Due dita sul trackpad.
Posso fare mela Q.
Dock e' personalizzabile.
Finder chiarisce dubbi e perplessita'.
C'e' un cestino.
Ci sono i giochini.
Ce la posso fare.

martedì 28 aprile 2009

lavoro, lavoro, lavoro...

[18:33:27 ] Rug : ricordati di mandarmi un report, maledetto!!!
[18:33:39 ] Rug : senno' vengo giu' e ti spezzo le gambine^^
[18:33:45 ] Rug : cosi', in amicizia^^
[18:33:57 ] Rug : e sempre col sorriso()
[18:34:02 ] Rug : ma te le spezzo()
[18:39:36] walid says: ciao
[18:39:48] walid says: quando torno dall ospedale te lo faccio
[18:39:50] walid says: :D

Scaltro, il ragazzo.

Accordi di transito

La natura commerciale, in questi giorni, sta rubando la scena a quella tecnica.
Son stravolto.
Capire. Capire. Capire.
E non ho un cazzo di tempo per me.
Forse ce l'ho per la biancheria.
Tuttavia, non sto bestemmiando piu' di tanto.
Mi avvio verso la redenzione.
Si', come no...

Rileggo

E mi sembra che tutto sia lontano e ricordo quel taglio sul treno, che da Milano mi avrebbe portato a Barletta (il treno, non il taglio).

Credo che la cosa piu' difficile da capire, sia il desiderio di avere accanto una persona in liberta', godendo comunque di quella genuina esclusiva, che rende il rapporto speciale ed al di sopra di ogni difficolta' materiale (distanza, quotidianita' et similia...).

Il cielo e' sempre grigio. Ci son sempre le onde, c'e' sempre quel feeling cosi' intenso che mi fa svegliare, o precipitare per il minimo cambiamento di stato.
La mia non e' presunzione. Non l'avra' (la presunzione, intendo). Non ci ha creduto. Non si fida.
Ma come puo' una persona parlare di fiducia, se un amore non viene preso a piene mani? Se c'e' comunque e sempre (al di la' della forma) un'altra persona?
Relativizzo, ci penso con piu' leggerezza. Assorbo e vado avanti.

Resto qui a fissare pagine di una storia che ha lasciato un segno davvero indelebile. E non solo sulla mia pelle.

Penso a quanto ho scoperto di me, al percorso strano che ho affrontato, alla pazienza che ho imparato (non del tutto: colpa del mio "core").

Ho sempre un sorriso. Estemporaneamente e' sempre il mio pensiero felice. Qualcosa di non premeditato. Qualcosa che... "chissa' come andra' a finire".

Lei e la sua meraviglia, la sua intelligenza, il suo fascino ed i suoi occhi.
"Dimenticala, Rug."

Oh, sarei stupido se solo ci provassi.
Se solo lui non ci fosse.
Ma si sa: la storia non si fa con i se.
La storia e' cio' che ti capita.

lunedì 27 aprile 2009

La quarta evoluzione

Non sono meteoropatico, ma di sicuro questo tempo di merda non mi aiuta.
Va beh. Passera' questo grigio. Passera' tutto.
CaStelli di Sabbia.
Le strutture sono crollate. Qualunque tipo di sentimento buono e' andato a farsi fottere.
Addosso solo triste consapevolezza di non essere all'altezza di un sacco di situazioni.
Devo rinascere, ma ho bisogno di tempo.
Ho bisogno di me stesso. Della mia freddezza e di cio' che mi ha aiutato a superare momenti di gran lunga peggiori.
Ce la posso fare.

venerdì 24 aprile 2009

Estemporaneo #109

Intanto ripenso al #105, che qui non c'e', ma restera' per sempre in altri spazi.
E sorrido:)

Ai tempi del liceo, quando ci incazzavamo per qualcosa o contro qualcuno, eravamo soliti dire "qualcuno o qualcosa" del dio.

Bene. EBAY DEL DIO.
Probabilmente il Bambolo insignirebbe l'altissimo di coloriti titoli onorifici.
Io mi limito a scrivere: EBAY DEL DIO.

Ma dico: perche' devo faticare cosi' tanto per un macbook black... DEL DIO?!

Comunque.

giovedì 23 aprile 2009

point break

Sto riflettendo su alcuni stati e su alcune domande che mi vengono poste.
Certe situazioni, invece, tendo ad azzerarle. A non considerarle piu' di tanto.
E' un atteggiamento che nasce non solo dal sospetto,
ma anche dall'incapacita' di capire.